giovedì 7 marzo 2013

Gratia Dei, il nuovo brano di Giorgio Barbarotta.



GIORGIO BARBAROTTA
Presenta
GRATIA DEI

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Gratia Dei è una preghiera, un'invocazione. In questi giorni di grandi e repentini cambiamenti, oltre all'impegno, al buon senso e alla buona volontà di tutti, serve anche uno slancio, un'ispirazione, una scintilla, un aiuto dall'alto. La canzone, senza alimentare inutili polemiche, vuole anche essere un invito, un augurio e un auspicio a che il clero tutto, e i vertici della Chiesa in particolare, si rinnovino realmente e facciano un esame di coscienza per tornare ad essere più vicini alla gente comune e ai problemi del quotidiano, in linea con la realtà dell'uomo di oggi.

LEGGI IL TESTO DEL BRANO

BIOGRAFIA
Eclettico cantautore e scrittore trevigiano ha pubblicato negli ultimi otto anni 4 album di canzoni inedite e 2 libri di poesie e racconti. Ha all’attivo più di 500 concerti con tour anche in Cina, nei Balcani, in Austria. Ha ricevuto diversi riconoscimenti tra cui il Premio della critica Amnesty International 2010 Voci Per La lIbertà a Villadose Rovigo, il Premio Alessandro Antonelli come Miglior Artista al MusicalBox Festival di Urbino nel 2006, il Primo Premio Espressione Giovani ad Arzignano Vicenza nel 2012, il Premio Miglior Musica al Festival della Canzone D'Autore di Due Carrare Padova nel 2007, il Germano D'Argento ad Arco Trento nel 2004. Viene accompagnato dalla sua band: Nicola “Accio” Ghedin batteria, Stefano Andreatta basso e flauto traverso, Giulio Moro chitarra e effetti. Ha un sito che parla di lui: www.giorgiobarbarotta.it ed è attualmente in cerca di un'agenzia di booking.

mercoledì 6 marzo 2013

Our secret code, il nuovo album dei Droning Maud



DRONING MAUD
Presenta
OUR SECRET CODE
Etichetta; Seahorse Recordings
Distribuzione: Audioglobe/Ioda

Genere: Indietronica_Shoegaze

Ascolta qui il disco


Prendete un mattino, targato 2006, in cui quattro ragazzi provenienti dalla Valle del Salto decidono di alimentare il loro amore per la musica con un progetto di devozione. Aggiungete storie, incontri, Corto Maltese, la voglia di uscire dal nido …di sorprendersi. S’inizia con un demo CD, esperienze sui palchi - Labaro Rock Festival, Roadie Rock Festival, Primo Maggio Tutto L’Anno… - fino a giungere all'esordio ufficiale con “The world of make believe”, sette brani che li portano al livello successivo di consapevolezza, recensioni positive e concerti rilevanti, come quelli in apertura a Marta sui Tubi e Bud Spencer Blues Explosion…
I Droning Maud, con la produzione di Amaury Cambuzat (Ulan Bator, Faust, Chaos Physique)
registrano il loro primo full-lenght. L’album è il frutto di una crescita inevitabile dopo i buoni risultati dell'EP …cambi di formazione …messa a punto del suono, complessivamente liberato dal dominio chitarristico e coadiuvati da una componente elettronica equilibrata …Maurizio, voce e chitarra; Jeippi, keyboard e voce; Andrea, chitarra; Iacoposchi, batteria.
I dieci brani che vanno a comporre “Our Secret Code” sono figli di una ricerca musicale più attenta rispetto al precedente album. Ascoltandoli si può intuire un gusto più maturo e una ricerca sonora più intraprendente. Ogni canzone ha un suono ben distinto rispetto alle altre, senza che venga meno l'anima comune che è il motore creativo. I Droning Maud in questo lavoro hanno intrapreso un cammino privo di limiti stilistici, il più possibile variegato e privo di un suono comune per ogni brano, elemento evidente nel precedente “The World of Make Believe”.
Le atmosfere sono sicuramente più frastagliate e i colori utilizzati riescono a mostrare ancor più
sfumature. È un album invernale, che documenta la spiccata tendenza dei Droning Maud a essere
sommessi ed emozionali, figli di una terra fredda e nello stesso tempo accogliente, che suggerisce
una musica evocativa (caratteristica che li avvicina a numerose band anglosassoni e nordeuropee).
Molti i passaggi strumentali, privi però della “lentezza” caratteristica del post-rock, stereotipo sin
troppo diffuso …basta ascoltare il primo video che accompagna un brano tratto dall'album:
“Nimbus”, visibile su YouTube, ha addirittura un sapore brasileiro…


Nella Baracca Di Latta, l’album d’esordio dei 3chevedonoilrE.



3chevedonoilrE
Presentano
"Karmelita"
Tratto dall’album NELLA BARACCA DI LATTA
Etichetta; La Grande Onda/MalaTempora
Distribuito su I Tunes dal 5 Marzo da Made In Etaly

guarda qui il video


Nella Baracca Di Latta è l’album d’esordio dei 3chevedonoilrE.
14 tracce che dipingono in modo sarcastico e non convenzionale la società contemporanea, raccontando storie di individui e situazioni riferite sia al mondo mainstream che a quello alternativo, evidenziando le miserie e le limitazioni di entrambi. Il tutto prendendo spunto dal linguaggio del cantautorato storico italiano mischiato con influenze del rock storico d’oltremanica. Tutte le canzoni dell’album sono composte e sviluppate in modo da far intrecciare melodie strumentali e vocali in un insieme equilibrato e potente, nell’ intento di far passare concetti maledettamente seri attraverso motivi orecchiabili da cantare in coro.

BIOGRAFIA

I 3chevedonoilrE nascono alla fine del 2003.
“L’amore per la forma canzone ha sempre caratterizzato tutto il nostro bisogno di trasmissibilità: pensiamo che anche i concetti più difficili possono passare in menti che ne sembrerebbero immuni. E che non serve più parlarsi addosso e darsi ragione o millantare di essere artisti solo perché si gira a piedi nudi per sentire l’anima del mondo o il contatto con la terra. Per questo tendiamo a sorridere di tutto ciò che è serio e cerchiamo di guardare oltre il profilo delle convenzioni e di sghignazzare sulle classiche sonorità rock a favore della “sorpresa” cercando di proporre spesso una non consueta struttura di un brano apparentemente leggero.

I 3chevedonoilrE sono attivi dal vivo dal 2009.
Nel giugno del 2009 vincono il concorso per band emergenti “Sulle Note Di Ale” a Titignano (PI) dove conoscono Marco Masoni, che diventerà co-produttore del loro primo disco: alla fine del 2010 esce “Nella Baracca Di Latta”, album d'esordio autoprodotto.
L'album contiene 12 canzoni inedite più una cover bipartita in corpo e coda de "L'illogica Allegria" di G. Gaber e S. Luporini.
Il disco viene presentato al Fonclea (Roma) il 9 novembre 2010 e al Centro Sociale Rebeldia (Pisa) il 3 dicembre 2010.
Da allora i 3chevedonoilrE si esibiscono in live club e festival a Roma e nel centro Italia dove por-tano il loro live sia in elettrico che in acustico.
Conseguono diverse vittorie in concorsi locali e regionali e, soprattutto, si aggiudicano il Premio della Critica al MArteLive 2011 e sono finalisti al Rock Contest di Controradio sempre nel 2011.
Nel giugno del 2012, partecipando ad un concorso musicale a Roma, conoscono il produttore discografico Emiliano Ra-B dell’etichetta La Grande Onda / MalaTempora il quale si interessa al loro lavoro. Intraprendono da subito una collaborazione con lui.
Da questa collaborazione, l'8 febbraio 2013 viene presentato il primo videoclip "KARMELITA" per la regia di Luna Gualano.
L’album "Nella Baracca Di Latta" esce nuovamente il 5 marzo 2013 sotto l'etichetta La Grande Onda / MalaTempora e viene distribuita su iTunes da MADE IN ETALY.



giovedì 28 febbraio 2013

Ecco l’album di debutto dei Loveless Whizzkid



LOVELESS WHIZZKID
Presenta
We were only trying to sleep
Etichetta; Seahorse Recordings
Distribuzione: Audioglobe/Ioda


Esce per Seahorse Recordings “We were only trying to sleep”, album di debutto dei catanesi Loveless Whizzkid. Il trio di ventenni, con una formazione cristallizzata già da quando i tre erano abbondantemente minorenni, ha nel tempo inglobato nella sua matrice distorta e rumorosa cospicue sorsate di psichedelia allucinata, arrivando ad un impasto di energie instabili che trova il suo sfogo più autentico in live di forte impatto.
Registrato e mixato dalle sapienti mani ed orecchie di Sacha Bilotta (tra l’altro batterista dei Three Second Kiss) ed impreziosito dal mastering di Bob Weston (bassista degli Shellac, ha lavorato con gente del calibro di Steve Albini, con cui ha lavorato per In Utero dei Nirvana), “We were only trying to sleep” punta a rievocare su disco le sensazioni e le dinamiche del palco, e forse ancor di più quelle del garage sotto casa. Realizzato in cinque intensi giorni, e soprattutto notti di corde rotte e timpani fumanti, rigorosamente suonato e non costruito, il disco nasce sulle pendici dell’Etna in un piovoso inizio di primavera, lontano dalla città e circondato da gatti e falene, ed alterna dolci rasoiate distorte alla grande tensione dei momenti più tranquilli, percorso da melodie vocali sbilenche ma attente.  
Nove tracce, quasi cinquanta minuti di musica, in “We were only trying to sleep” in cui i Loveless Whizzkid fissano il primo punto di un percorso in continua evoluzione. Ed il risultato è un viaggio in cui i rigurgiti adolescenziali si intrecciano con una fitta trama di inestricabili visioni oniriche ed incubi appassionanti, in una pasta di suoni rumorosi e sinceri, a tratti anche eterei e dilatati. Tutte cose viste in sogno, forse. Ma qui si stava soltanto provando a dormire.


Non volo (canzoni), il progetto discografico di Lello Petrarca



ULTRA-SOUND RECORDS
presenta:

LELLO PETRARCA
NON VOLO (CANZONI)
Distribuzione IRD

Ascolta qui il brano
guarda qui il video

Il progetto discografico "NON VOLO (CANZONI)" nasce nel 2011 da un'idea di Lello Petrarca.L'esperienza musicale, accumulata nel corso degli anni dietro numerosissime collaborazioni con artisti provenienti da settori stilistici musicali diversi,ha portato Lello Petrarca alla realizzazione di un lavoro discografico in cui il passaggio da uno stile all'altro(pop, rock, jazz) gia' nella composizione dei brani è stato istintivo e nello stesso tempo voluto dalla curiosita' di sperimentare negli arrangiamenti le diverse sonorita' emesse dagli strumenti acustici ed elettrici.I brani,nati in un primo momento come idee strumentali,sono stati ancor piu' caratterizzati dalla magistrale penna di Salvatore Viggiano,autore dei testi,e dalle personalissime interpretazioni di Linda Coppola e di Asa(Agnese Vetrella).La versatilita' stilistica e l'improvvisazione derivante dal jazz usata nei brani pop costituiscono gli elementi fondamentali di questo disco che,nel suo ascolto scorrevole, cerca di divulgare una sorta di piccolo enciclopedismo musicale.
LEGGI QUI LA BIO DELL’ARTISTA



mercoledì 20 febbraio 2013

In uscita il terzo disco di Giuliano Clerico



GIULIANO CLERICO
Presenta
“LA DIVA DEL CINEMINO”
Autoproduzione
Distribuzione; Zimbalam
Data di uscita 5 marzo

Ascolta qui alcuni brani tratti dall’album



LA DIVA DEL CINEMINO RACCONTATO DA GIULIANO CLERICO

E’ il terzo disco autoprodotto di Giuliano Clerico,dieci canzoni scritte per strada mentre portavo in giro il mio secondo disco autoprodotto”IL COSTRUTTORE DI MECCANICHE SOGNANTI” tra il 2010 ed il 2011, tra pensioni,alberghi,bettole,autostrade,autogrill ed i palchi dei club che hanno accolto la nostra musica. E’ anche il concentrato delle cose che si ascolta in macchina durante ore di viaggio da una città all’altra,o delle cose che si ascoltano nei locali dove si suona prima che arriva il momento di salire sul palco per suonare.
La prima parte ,gli strumenti, sono stati registrati al BLUEFACTORY di Bucchianico(Ch), dall’ottobre 2011 al giugno 2012. In questo arco di tempo ho avuto occasione di conoscere Sergio Pomante del NOISELAB di Giulianova(Te) che mi ha fatto ascoltare alcuni lavori che ha realizzato nel suo studio tra i quali l’album “TUCO” dei SANTONADA di Umberto Palazzo ed il progetto sperimentale STRING THEORY dello stesso Sergio Pomante che tra l’altro suona il sax alto in due brani del mio nuovo disco. Estasiato dalla qualità delle sue produzioni ed impressionato dal sound del suo progetto sperimentale ho deciso di fare le voci, i fiati,il missaggio ed il mastering al NOISELAB.  Niente da dire sull’operato del BLUEFACTORY, ma per le voci ed i fiati preferisco i microfoni che scelgono al NOISELAB per le riprese audio.
Ogni volta che si fa un disco,per quel che ne so, si tende a fare diversamente e meglio delle volte precedenti. In questo disco ho aggiunto una sezione di fiati in un brano,un riff di sax in un altro,un riff di tromba in un altro ancora e in diversi brani,oltre alle chitarre e all’armonica,ho suonato dei riff di piano elettrico,mellotron,sinth,caxixi e kazoo, sempre seguendo il mio gusto.
I musicisti che mi hanno accompagnato in studio sono Claudio Bollini (batteria),Luca Marinacci(basso) Alex Secone (pianoforte e synth. nel brano “IL PRODOTTO”), Sergio Pomante(saxalto), Alessandro Di Bonaventura (tromba), Francesco Di Giulio(Trombone),Loris Ricci(piano nel brano “CONCUBINA” e organo nei brani”ALLA BONNIE E CLYDE” e “STABILE44”).

BIOGRAFIA _ leggi qui

DICONO DI LUI _ leggi qui

venerdì 15 febbraio 2013

E’ uscito il secondo video de Le Pistole alla Tempia



LE PISTOLE ALLA TEMPIA
Presentano
“Sylvia”
Secondo singolo tratto dall’album "La Guerra Degli Elefanti"

Guarda qui il video


Secondo singolo del secondo album de Le Pistole Alla Tempia: "La Guerra Degli Elefanti". Prodotto artisticamente da Max Carinelli (I Cosi, Pan del Diavolo, Ettore Giuradei) e mixato e masterizzato da Manuele "Max Stirner" Fusaroli (Zen Circus, Tre Allegri Ragazzi Morti, Le Luci Della Centrale Elettrica ecc...) per Lactobacillus records/Infecta suoni & affini, uscito il 30 novembre 2012.

Sylvia:oggi molti parlano di Berlino come la città in cui vivere per sentirsi veramente ispirati. Qualche anno fa dicevamo lo stesso di Londra.
Racchiudeva tutto ciò che un giovane musicista potesse desiderare.
Sylvia è la storia di un amore lontano, finito da tempo, che ha danzato nel traffico mai stanco, tra le vie nascoste di una città che non dorme, fino alle luci della ruota panoramica, sulle labbra di due giovani che del tempo che passa non sapevano ancora niente. Eravamo
noi. Eravamo a Londra. E adesso fa male guardare indietro e riconoscere qualcosa che non c'è più, finito male, per sempre. Aver rotto quel che eravamo e lasciato indietro quel pezzo di noi che riusciva a star bene, lì dove oggi di me non resta niente e di te non so dire; ti ho lasciata da sola nella gabbia dei ricordi, dove so che hai sofferto per me.
La canzone è dedicata a Sylvia Plath, poetessa americana morta suicida a Londra nel 1963, anche se non parla di lei, né della sua vita o delle sue opere. Si tratta di un omaggio ad una persona illuminata che ha sofferto nella vita e che ha smesso, forse, di farlo lì, dove inizia il suono di questa canzone.