venerdì 20 settembre 2024

 


 

 

NIMBY

 

presentano il  video di MONTEVIDEO

E il 5 ottobre, al MEI 2024

IN CONCERTO

Sul Palco Crescendo

In Piazza della Libertà di Faenza, di fronte al Duomo

 

GUARDA IL VIDEO

https://youtu.be/VMDfpgwer7M

 

ASCOLTA IL BRANO IN STREAMING

https://open.spotify.com/intl-it/track/5wWhRsSgb1jnEb1dMIEtM8?si=73669f0da76d4bef

 

 

Etichetta: Semplicemente Dischi

Distribuzione: Believe digital

 

 

CANZONE: Montevideo è un emigrare dalle infinite contraddizioni della realtà attraverso le suggestioni di un multiverso in cui si immerge l'ascoltatore insieme alla band. Il riferimento alla città rievoca un simbolismo di un luogo lontano che stuzzica la voglia di un orizzonte nuovo, tra sogni, paure e liquidi amniotici plasmati dai delay e dalle distorsioni alternative di scuola postrock. Il testo, ispirato da J.L. Borges e da Italo Calvino (Città Invisibili), immerge la malinconia in visioni surreali la cui simmetria è esaltata dal duo vocale composto da Tommaso La Vecchia e da Vins Perri.

 

 

VIDEO: Nel racconto iperbolico del Videoclip realizzato dal regista Giuseppe Curti si sfida il senso comune, presentando un mondo che esprime contemporaneamente la tensione tra lontananza e prossimità che risiede nella nostra coscienza. Attraverso un gioco da tavolo dalla struttura naif (un misto tra jumanji e gioco dell'oca) i musicisti-giocatori (players) vengono trasportati in un mondo quantistico dove l’intimità umana si crea tra coloro che, in quanto membri di una band, fanno già parte di un gioco condiviso (la musica). C'è anche, dunque, l'esaltazione del concetto di band, oggi tanto messo in discussione dal mercato discografico. In questa “matrioska” ci si muove tra i luoghi - ma anche negli animi - dei personaggi uniti da una sorta di caos determinato dalle loro stesse giocate.

 

IL TESTO

A Montevideo gli specchi danno forme di vecchio, riflettono la gente agli antipodi di se’

A Montevideo i dialetti sono voci nella voce che non parla e neanche tace ma si lascia scorgere

A Montevideo i gatti sono statue di pietra che così li puoi guardare senza fargli male

A Montevideo le strade son sentieri circolari, se le imbocchi poi ti accorgi che non sei partito mai…mai, mai.

 

A Montevideo i confini sono linee immaginarie

Si accendono in testa come luminarie

A Montevideo i numeri sono tutti dispari

Ed i conti non tornano quasi mai

A Montevideo i sogni non si fanno dormendo perché le veglie delle mamme destano bambini e dei

 

Cullami malinconia….

 

E non c’è fine e non c’è inizio Montevideo e ‘ un precipizio,

una finzione senza male, simmetria del reale

E non c’è eccesso e non c’è vizio a Montevideo non sei che un tizio

la cui storia si riscrive in labili prospettive.

 

 

Credits:

Autore: Tommaso La Vecchia

Compositori: Tommaso La Vecchia, Aldo Ferrara, Vins Perri, Giuseppe Quaresima

Produzione: NIMBY

Sound Engineers: Carmelo Scarfò

Mixato e Masterizzato da: Carmelo Scarfò

Registrato, mixato e masterizzato presso il NUNULAB di Mammola (RC) di Carmelo Scarfò

 

Hanno suonato:

Vins Perri: Batteria e cori

Giuseppe Quaresima: Basso

Tommaso La Vecchia: Voce, Chitarra e Synth

Aldo Ferrara: Chitarra

 

I Nimby sono:

VINS PERRI: Batteria e Cori

MANUEL GRANDINETTI: Basso

TOMMASO LA VECCHIA: Voce, Chitarra e Synth

ALDO FERRARA: Chitarra

 

BIOGRAFIA

Link tree: https://linktr.ee/nimbyofficial

 

Nati  da  un’idea  del  frontman  Tommaso  La  Vecchia e  del  chitarrista  Aldo  Ferrara, i Nimby esordiscono  dal  vivo  nel  2009  trai  colli  catanzaresi  e  la  costa  jonica,  plasmando  liberamente psichedelia, post-punk e garage rock. Il loro primo lavoro è l’Ep del 2010 "A glimpse of world seen thru the eyes of an old tree" forte della presenza musicisti della scena locale come Arco Parentela (4Gradi Brix, Gioman) al basso e Antonio Guzzomì (Meat For Dogs, Bretus) alla batteria. Da ottobre 2011 Gianluca Fulciniti subentra alla batteria, mentre Stefano Lo Iacono va al basso. Si aggiungono il flauto traverso di Raffaele De Carlo e la chitarra di Francesco La Vecchia, così Tommaso aggiunge

le tastiere. Questa formazione raggiunge la finale di "Italia Wave Calabria" nel 2012. Il primo album della band è “Not In My Back Yard” del 2013, con la coproduzione di Fabio Magistrali (Afterhours, Marta Sui Tubi, Rosolina Mar, etc.). Le registrazioni, in presa diretta, vengono eseguite al Mu.Sa.Ba. di Mammola (RC) parco-museo dell’artista internazionale Nik Spatari che ospita tutta la band nella sua splendida foresteria e concede l’utilizzo di ben tre opere pittoriche per l’artwork del cd. Il 10 agosto  2013  la  band  organizza  sempre  al  Mu.Sa.Ba.,  in  collaborazione  con  il  Parco  Nazionale d’Aspromonte, il Festival “Terra-Cielo” dedicato alla notte di San Lorenzo suonando per quella sera tutto il disco registrato lì qualche mese prima. Dopo la realizzazione del primo videoclip “Summer” nasce un’intesa col regista Matteo Scarfò che, oltre a realizzare il video di “Cinema” sceglie alcuni

brani  di  “Not  In  My  Back  Yard” tra  le musiche  del  docu-film  “BOMB!  Fantasia  In  Fiamme”, dedicato alla vita e alla poesia “Beat” di Gregory Corso. Successivamente, Gianluca lascia la batteria a Simone Matarese (Meat For Dogs, Bretus, Bruno & The Souldiers). Il secondo album, NIMBY II è realizzato in coproduzione artistica con Manuele Fusaroli (Nada, Tre Allegri Ragazzi Morti, Il Teatro degli Orrori, One Dimensional Man, Karate), registrato e mixato al Natural Headquarter Studio di Corlo (FE) con l’assistenza al banco di Federico Viola, è descritto dalla band con queste parole: "Nimby II è un disco dal suono autentico e sincero, figlio della musica alternativa anglosassone degli anni ’90

e dei primi del 2000, ma che crea una linea di congiunzione con la cultura musicale italiana grazie a liriche surreali, visionarie e contemplative”. Illustrazioni e grafiche dell’LP sono stati realizzati dall’artista Andrea Grosso Ciponte, professore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Il formato fisico in vinile, in uscita nell’aprile del 2018, è stato stampato dalla PPM, la prima fabbrica di vinili moderna ed ecosostenibile in Europa Occidentale, ideata e fondata da giovani ragazzi calabresi. La copertina ha vinto il Best "Art Vinyl Choice" nel concorso BEST ART VINYL 2018 che premia i più bei vinili del panorama italiano.

Negli anni la band condivide il palco con gruppi come Jeniferever, Kutso, Octopuss, Saint Just, Sick Tamburo, Bud Spencer Blues Explosion, Andy Timmons, Rezophonic, e cantautori rock come Omar Pedrini; preziosa lacollaborazione con Franco Dionesalvi per alcuni spettacoli di musica  e  poesia, presentati in rassegne come il “Festival delle Serre”  di Cerisano, “Primavera dei Teatri” di Castrovillari e il “Festival Internazionale della Poesia” al  MUDEC di

Milano. Infine, si segnalano partecipazioni ai migliori festival musicali calabresi come Invasioni, Restart Cosenza Vecchia, Color Fest, Trame, Rock On Martirano Lombardo, Tradizionandu etc.;

Nel  2020  Vins  Perri  (Sharada)-  batteria  e  voci  -  e  Giuseppe  Quaresima  –  basso  -  subentrano rispettivamente al posto di Simone Matarese e Stefano Lo Iacono per produrre nuovi brani presso il NUNULAB Studio (Mammola - RC) e il Black Horse Music Studio (Catanzaro). Successivamente, nel 2023 il bassista Manuel Grandinetti entra nella formazione in sostituzione di Giuseppe.

Nel dicembre  del  2023  esce  in  digitale  con  l’etichetta  “Semplicemente  Dischi” il  nuovo  singolo “Avatar” insieme al videoclip realizzato in frame by frame da Raffaele Rotundo dell’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.

lunedì 16 settembre 2024

 

IGOR NOGAROTTO non ci sta al gioco perverso degli stream e delle piattaforme digitali.

Il suo nuovo disco, La voce del servo, un omaggio al Maestro FRANCO BATTIATO, lo puoi avere soltanto con il contatto diretto dell’artista.

Attraverso il crowdfunding

https://www.gofundme.com/f/la-voce-del-servo-nuovo-album-di-igor-nogarotto

 

Igor Nogarotto torna a scuotere il mondo musicale con il suo nuovo album La voce del Servo, in uscita il 21 settembre, in omaggio a Franco Battiato e al suo leggendario La voce del padrone. Nogarotto si ribella apertamente al sistema di distribuzione musicale digitale, evitando volutamente i tradizionali digital store per vendere direttamente il suo disco ai fan tramite una campagna di crowdfunding.

L'artista denuncia il degrado della musica contemporanea, citando il celebre brano Bandiera bianca di Battiato del 1981: "E sommersi soprattutto da immondizie musicali". Secondo Nogarotto, a distanza di 43 anni, la situazione non è migliorata, con le piattaforme digitali trasformate in "tritacarne" che favoriscono le Major discografiche e soffocano la visibilità degli artisti emergenti. Per questo, La voce del Servo non sarà disponibile su queste piattaforme, preservando l'integrità artistica delle sue canzoni.

Il concept album, composto da 15 tracce, esplora temi profondi e universali, tra cui due canzoni "letterarie" dedicate a Cesare Pavese (Lavorare stanca) e Harper Lee (La luce oltre la siepe). Inoltre, Pater Noster qui ES, una canzone in latino, è dedicata a Papa Francesco e al Giubileo. Nell'album, Nogarotto invita alla riflessione sulla pace nel brano No màs guerras, sottolineando che la "vera rivoluzione è la Cultura".

Il viaggio del Servo, metafora delle persone comuni, passa attraverso stati d'animo come "depressione", "utopia", "rivoluzione" e "frustrazione", fino a raggiungere il riscatto sociale. Il primo singolo, Nel limite dell’impossibile, già al primo posto nella classifica delle novità indipendenti, evidenzia influenze battiatesche, ispirandosi anche alla filosofia di Gurdjieff. Il video del singolo ha superato le 100.000 visualizzazioni su YouTube.

Igor Nogarotto, oltre a essere cantautore, è autore, scrittore e formatore vocale. Conosciuto per il suo blog virale su TikTok, @manualexcuorispezzati, e per i suoi progetti culturali, Nogarotto continua a sfidare le convenzioni, mantenendo la sua integrità artistica e ribadendo il potere della musica come strumento di cambiamento sociale.

sabato 7 settembre 2024

 


Ale & Cons

presentano

il nuovo singolo

“Silenzi di rumore”

 

Label; Creativa Music

Edizioni; Creativa Music

 

dopo la finalissima a "The voice generations"

Il duo composto da Consuelo Orsingher e da Alessandra Osmetti

Torna con un brano dedicato al forte legame tra madre e figlia e all’amore per la vita

 

GUARDA IL VIDEO

https://youtu.be/Xw0SLRjGktk

 

 

Il duo “Ale & Cons”, formato dalla vocal e mental coach Consuelo Orsingher e da sua figlia Alessandra, presenta un nuovo, coinvolgente singolo dedicato sia al forte sentimento che lega madre e figlia sia al grande amore per la vita condiviso dalle due donne: “Silenzi di Rumore”.

 

Ale & Cons, seguitissimo sui social, nei primi mesi dell’anno si è fatto conoscere dal grande pubblico grazie a “The Voice generations”, il programma musicale condotto da Antonella Clerici, raggiungendo la finalissima nel team capitanato da Arisa. Un successo che ha superato le aspettative e che è stato ottenuto grazie alla rara empatia e alla complicità madre-figlia che contraddistinguono il meraviglioso rapporto tra Consuelo e Alessandra, che ha portato anche alla partecipazione a “I fatti vostri” con Tiberio Timperi, sempre sulle reti RAI.

Oggi il duo torna protagonista sulle scene grazie a un testo che parla sia dell’amore tra di loro sia, in senso lato, per la vita, con un arrangiamento pop contemporaneo firmato Creativa Music di Fabio Codega che intende essere leggero, come il tempo che si dovrebbe respirare a 15 anni. In sintonia con l’età di Alessandra, interprete giovanissima ma dalla voce già intensa e ricca di sfumature. La ragazza ha iniziato in questi mesi a costruire una vera e propria esperienza LIVE, "sperimentando" con grinta e mettendosi alla prova in concerti e partecipazioni radiofoniche, con notevole energia e grande passione. Merito, probabilmente, del legame con mamma Consuelo che da sempre ha fatto “respirare musica” alla figlia.

Consuelo Orsingher è una Vocal e Mental coach, che recentemente ha dato alle stampe il libro “Io vivo felice. E tu?”, con l’obiettivo di condividere con i lettori strategie di crescita personale per vivere al meglio la propria vita. Preziosi consigli e tanti accorgimenti per arricchire la propria esistenza, godendo appieno dei frutti che essa può offrire, che l’autrice conosce alla perfezione e che Alessandra ha appreso fin dai primi anni. Consuelo l’ha infatti cresciuta, insieme all’amato marito Nicola, infondendole non solo la passione per la musica ma tutti i valori in cui crede: rispetto, educazione, gentilezza, duro lavoro, crescita personale, altruismo e, naturalmente, amore per la vita.

Una vita che non smette di riservare soddisfazioni ed emozioni, come testimonia Alessandra: “Sto vivendo emozioni immense: affrontare per la prima volta un casting, la voglia di mettersi in gioco e dare il massimo, l'impatto con lo studio televisivo che si è rivelato meraviglioso e inaspettato, scoprire il mondo della televisione visto da dentro... mi sono sentita letteralmente catapultata in un sogno”.

Un sogno che ha trovato piena realizzazione anche grazie alla caparbietà e alla professionalità di Consuelo, che conferma i brividi per le reazioni di Alessandra a un mondo nuovo e “stressante” fino alla scoperta di una figlia sempre “sul pezzo” e piena di risorse.

Questi mesi sono stati pieni di adrenalina: innanzitutto è stata una sorpresa essere nominate da Arisa, dopo essere state chiuse in camerino per quasi 5 ore con la paura di non essere nemmeno chiamate… Tutto sembra velocissimo in TV, ma abbiamo registrato un giorno intero a Sondrio per la presentazione e più di 10 giorni in RAI a Milano per le riprese. Tutta la produzione RAI ha lavorato benissimo, dimostrando grande professionalità, gentilezza, e mantenendosi sempre a disposizione”.

Ora è il momento di fare tesoro della preziosa esperienza guardando al futuro con nuovi progetti: non a caso, esce “Silenzi di Rumore”, un brano pensato e scritto con la convinzione che la Vita sia una bellissima emozione e che debba possedere silenzi e rumori, intimità e condivisione. Un progetto che è stato realizzato lavorando sempre in sintonia, sia sulla parte musicale che sul testo, con rispetto e creatività, sotto la sapiente guida di Fabio Codega.

Cantare insieme “Silenzi di Rumore” sarà da oggi un altro sogno meraviglioso per Ale, Cons e per tutti coloro che avranno la fortuna di ascoltarle.

 

 

LINK AI PROGETTI

 

“SILENZI DI RUMORE” - VIDEOCLIP: https://youtu.be/Xw0SLRjGktk

 

THE VOICE GENERATIONS

“BRIVIDI”: https://www.youtube.com/watch?v=VKhLSTy-Yr4

“IT’S OH SO QUIET”: https://www.youtube.com/watch?v=buTA3jxNyt0

 

 

LINK “Io vivo felice. E tu?”

FELTRINELLI: https://www.lafeltrinelli.it/io-vivo-felice-tu-libro-consuelo-orsingher/e/9791220143837?srsltid=AfmBOop_30_2YH2gUoLBViWOcoxzzWqfGioFRlaKyZnBgUJlI8q5lQAN

MONDADORI: https://www.mondadoristore.it/Io-vivo-felice-E-tu-ORSINGHER-CONSUELO/eai979122014383/?gad_source=1&gclid=CjwKCAjw8rW2BhAgEiwAoRO5rM8pGgA6C5ftboOkrbb3A0G2pp6nNLdHFBoh7hRjfRWezqrZhcNK_RoCqfsQAvD_BwE&gclsrc=aw.ds

giovedì 5 settembre 2024

 


Dear Bongo

Unfullfilled

Slack Records

 

ascolta in streaming il disco

https://open.spotify.com/track/2RtJba1Kttm0tzjhaqB9S6?si=9a60pscBQZu29fMcZrMx0g

 

Giusto qualche settimana fa è arrivata la triste notizia della morte di James Chance, ovvero il mitico front man dei Contorsions. Poi mi arriva da ascoltare questo disco e subito mi sembra che uno dei miei miti di quel movimento newyorkese definito “no wave” rinasca tra le viscere di Unfullfilled. Non che i Dear Bongo siano una semplice derivazione della band di James Chance. Certo, il punk funk di gente come Pop Group o Rip Rig and Panic, qui suonato in maniera molto più punk e aggressiva dei gruppi inglesi suddetti, soprattutto per quella voce “sgozzata” dalle angosce di chi si sente fuori dalla società (gli unfullfilled, appunto), ricorda il defunto James. Qui a differenza dei Contorsions, in cui Chance si tuffava in assoli jazz da brivido (con il suo sax visionario), il sax non c’è. Ma l’idea di jazz sì. Basta ascoltare le stupende parentesi strumentali che impreziosicono ogni brano dell’album per capire che il jazz è una forma mentis per Dear Bongo. E quindi Unfullfilled lo definirei tranquillamnete un disco di punk funk evoluto e all’avanguardia. Da non perdere.

 


Dalyrium Bay – Dalyrium Bay (autoproduzione)

https://open.spotify.com/intl-it/album/3CUOEsKtBs57pfPynoAw2z?si=Ku39hlEITXCVFf0I21NsvQ

 

E’ un magma sonoro perfettamente in bilico tra il caos, la bellezza e la coerenza di ciò che stanno suonando questo disco dei che sono i Dalyrium Bay. Certo, una bellezza che affonda orgogliosamente le sue radici nel punk (soprattutto per i ritmi, al limite dell’hardcore). Ma per stare dietro a questa batteria indiavolata, che sembra aa tratti un treno che sta per deragliare, bisogna essere bravi musicisti. Da quello che si evince dal comunicato stampa la band le ossa già se le è fatte sui palchi. E penso che chi li ha visti non se li sarà sicuramente scordati. Perché sia pur con un ascolto low fi (ovvero la qualità piuttosto bassa degli stream di spotify e similia), si percepisce questa voglia feroce di suonare, di macinare note, riff e bellissimi arrangiamenti per fiati (a dire il vero uno degli elementi che fa veramente la differenza quando entra in scena). Un disco da ascoltare tutto d’un fiato…in loop.

lunedì 22 luglio 2024

 


MASSIMILIANO BIONDI

presenta

L' ALBA CHIARA

 

GUARDA IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=atc_mKy7Jqc

 

INTRO AL BRANO

L’alba chiara è una canzone caratterizzata da un mood trascinante, con atmosfere POP Rock e un richiamo synthwave dove il testo esprime i momenti più culminanti di una meravigliosa storia d’amore prima del suo doloroso epilogo. Chitarre, batteria, sintetizzatori portano l’ascoltatore in un viaggio in cui l’inconfondibile voce dell’artista tocca le corde dell’anima.

BIOGRAFIA

Massimiliano Biondi – Autore Musicale toscano dal 2022 inizia ad occuparsi attivamente, come autore, di produzione musicale.

Dal 2023 collabora con l'FP Recording Studio di Lucca – che vanta centinaia di produzioni dal Rock al Pop - di Federico Pedichini, in arte Freddy Delirio, per dare vita a un progetto di produzione di una serie di canzoni italiane che si prefiggono di mantenere sempre una linea melodica vivace e avvolgente.

Il sound Pop/Rock molto ritmico, accattivante e originale, contribuisce a rendere i brani molto orecchiabili già al primo ascolto.

IL TESTO

Guardo i tuoi occhi, colore smeraldo

Mi perdo da solo nel tuo splendido inganno

La notte che scende ci copre la pelle

La luna si spegne insieme a tutte le stelle

E' come se ci mancasse l'aria Quel cielo oscuro mi incute timore

Perché mi abbracci ancora quando tanto sai che non mi ami più da troppo tempo ormai

Perché mi vuoi far male ancora quando sai che il cuore che hai reciso ormai non batte più

La tua mano vedo trema mentre bevi il caffè Con lo sguardo fissi il vuoto mentre parli di te

Se era amore, ora non lo so Vero amore, o forse no

Se era amore, ora non lo so Vero amore, o forse no

Ma che bello era il risveglio quando c'era l'alba chiara Ma che bello era guardarti con lo sfondo l'alba chiara

Era il tempo che ridevi, quando i baci eran sinceri Quando tutto era futuro e sembrava duraturo

E la notte mai finiva dalla sera alla mattina

Se era amore, ora non lo so Vero amore, o forse no

Se era amore, ora non lo so

Vero amore, o forse no

Ma che bello era il risveglio quando c'era l'alba chiara Ma che bello era guardarti con lo sfondo l'alba chiara

Guardo i tuoi occhi, colore smeraldo

Mi perdo da solo nel tuo splendido inganno

Guardo i tuoi occhi, colore smeraldo

Mi perdo da solo nel tuo splendido inganno

Nel tuo splendido inganno (coro) Nel tuo splendido inganno (coro)

Mi perdo da solo, mi perdo da solo

mi perdo da solo nel tuo splendido incanto Mi perdo da solo, mi perdo da solo

mi perdo da solo nel tuo splendido incanto

Nel tuo splendido incanto (coro) Nel tuo splendido incanto (coro)

Mi perdo da solo, mi perdo da solo

mi perdo da solo nel tuo splendido incanto

Mi perdo da solo, mi perdo da solo

mi perdo da solo nel tuo splendido incanto

 

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venerdì 12 luglio 2024

 


AGRONOMIST

presenta

TUTTI PAZZI

 

(Orangle / The Orchard / Sony)

 

 

GUARDA IL VIDEO

https://www.youtube.com/watch?v=0kIMWRiBvWk

 

 

 

Il brano

Tutti pazzi è il primo singolo estratto dal mio primo disco solista.

Un brano inclusivo per i generi musicali e per gli esseri umani che celebra.

Una matrice hip hop che danza su ritmi energici post punk e garage rock. Un testo che ho fatto fatica a scrivere e che mi fa piangere ogni volta che lo risento, perché scava nel profondo e dice la verità. Ho fatto forse un buon lavoro.

“I normali non li voglio più… quelli sani pigliateli tu. Tutti pazzi, tutti pazzi, gli amici miei so tutti pazzi.“

Cosa è la normalità, cosa è la pazzia? Chi sta dentro i binari del giusto e del regolare e chi li travalica, sta ai margini, non rientra in categorie prestabilite, è considerato dalla società quasi un reietto, disadattato, emarginato.

“Fluidi nei sessi”, con lavori con nomi inventati, non troppo attaccati ai danari, ma molto fissati con i legami, precari, come gran parte della mia generazione, che si sente sempre fuori posto. Artisti, senza un posto di lavoro fisso, che forse non hanno trovato un posto nel mondo o che non hanno concepito ancora un figlio.

Forse senza un conto in banca rigoglioso o con non abbastanza followers, a differenza di molti rapper o celebrità. O forse bullizzati o dimenticati, perdenti. Tutto ciò può portare a sentirsi diversi, sbagliati, “pazzi”. Questo brano celebra proprio la ricchezza della varietà e tratta anche il tema della salute mentale  e non per ultimo l’amicizia che unisce nella diversità, l’inclusività. Un’ analisi di ciò che vedo intorno a me e un’autoanalisi di ciò che vedo dentro di me.

La straordinaria bellezza della diversità, la non perfezione e la stranezza, come valori aggiunti, sia nella vita, che nell’arte, dove spesso si rimane appiattiti, schiacciati da etichette imposte dalle playlist, dai trend, dalle case discografiche, dai social, dai numeri, dalla società in generale, fino a non esprimersi più, fino a smettere di esprimersi e creare, per paura di essere fuori.

Libertà di essere sbagliati, diversi e bellissimi così. “Reietti, outsider, sottovalutati, ma altrimenti saremmo scontati. Decine, centinaia di nulla, che insieme hanno un valore straordinario.”

Estetica identitaria e unica che non si rifà a cliché esistenti, ma crea nuovi paradigmi, sonori, di linguaggio ed estetica.

 

IL VIDEO

Il video del brano è girato interamente sul territorio lucano con persone reali, differenti, anche neuro divergenti, senza comparse o attori professionisti.

E quella nel video è una Basilicata bucolica e quasi utopistica, ma anche futuribile e sicuramente alternativa, dove si può ricreare, ripartire, facendo perno sulla propria unicità, sulla propria lingua e molteplicità di dialetti, su una fauna differente con diversi usi, gerghi, stile e suoni.

I Boschi, i paesini, la piazza, i volti reali di ogni età, sesso, estrazione, persone reali con la loro “pazzia”, che li rende unici, preziosi e poetici.

 

Musiche, testo e concept di Vincenzo Lofrano - Agronomist

Video di Walter Molfese

 

 

Biografia

Agronomist: polistrumentista, producer, rapper, cantante, essere senza età. Emergente e emergenza, più artista che uomo. Sta forgiando un alternative hip hop con una forte contaminazione e commistione di generi. Non ha mai creduto nelle regole e nei dettami, quando tutti ci credevano. Non ho una scena di riferimento, solo la mia visione da esprimere. 

Nato in Lucania, è fondatore della band Smania Uagliuns, gruppo di hip hop sperimentale, che si è distinto negli anni per originalità e innovazione ricevendo molte lodi dalla stampa.

Il suo primo singolo da solista è stato “WOW” (2020), prodotto dai Gumma Vybz. Dopo i freestyle della serie “Hit Mania Enz”, alcuni featuring e varie collaborazioni, a febbraio 2021 ha pubblicato il secondo singolo “Hype Blog”, prodotto dal londinese HLMNSRA. Nel 2023 ha collaborato con un altro producer, Zero Portrait, per il brano “Instagram” e all’inizio del 2024 ha pubblicato “BERLIN (Travel Freestyle)”.

 

Attualmente al lavoro sul suo primo progetto solista che sarà totalmente scritto, arrangiato, prodotto e cantato  da me, in fase di finalizzazione. 

Ogni aggettivazione o descrizione di generi e stili sarebbe fuorviante e sminuente.

Sarà ciò che nessun altro fa, con un’identità e una verità scioccanti sonicamente e liricamente parlando.

 

Il suo vero nome è Vincenzo Lofrano e, oltre a essere un musicista, è un dottore in traduzione letteraria e tecnico-scientifica.