lunedì 26 ottobre 2026

 


TEMPORALI

presentano

VIOLENZA E SENTIMENTO..

 

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 L’INTERVISTA

 

1. Pregami chiude il disco con un brano sulle conseguenze emotive della violenza: come avete deciso che fosse questo il finale giusto per l'album?

 

Ci sembrava il brano giusto per chiudere il disco, anche per le sensazioni che lascia. Volevamo finire con un'esplosione sonora che continuasse a lavorare sull'ascoltatore anche dopo la fine dell'album. Credo che funzioni bene in questo senso. È anche un omaggio alla conclusione dei primi album dei Metallica che si chiudevano con la canzone più veloce e aggressiva (ad esempio Damage Inc o Dyers Eve).

 

2. Quanto la vostra scrittura si nutre di immagini concrete, come nel caso di Ragazza pulp, rispetto a metafore più aperte come in Le ossa in volo?

 

Dipende dalla canzone. Non parto con l'idea di scrivere un testo concreto o metaforico, cerco le immagini che funzionano meglio per quello che voglio raccontare. In generale preferisco non spiegare tutto in modo esplicito, perché mi piace lasciare spazio a chi ascolta. Una canzone può assumere significati diversi a seconda della persona che la ascolta.

 

3. Come cambia, secondo voi, la percezione di un brano come Un fiore quando viene ascoltato dopo canzoni più dure come Slinky o L'ultimo sole?

 

Il contrasto cambia sicuramente la percezione, perché una canzone più raccolta può risaltare maggiormente dopo un brano rumoroso e diretto. Scrivo cercando spesso questo chiaroscuro, alternando momenti di calma e di tempesta. Credo che renda il disco più dinamico e che permetta ai singoli brani di respirare.

 

4. Cosa vi ha spinto a lavorare su un disco compatto di dieci brani invece di un progetto più lungo?

 

I brani che abbiamo scelto erano quelli che volevamo mettere nel disco. Non avevamo l'esigenza di allungarlo per raggiungere un certo minutaggio o un numero preciso di canzoni. Preferisco un album che abbia una sua coerenza piuttosto che aggiungere brani solo per renderlo più lungo. Dura quasi 40 minuti, la durata ideale per un album.

 

5. In che modo il nome della band, I Temporali, si riflette nella dinamica tra momenti di calma e momenti di esplosione nei brani?

 

Il nome si presta bene a questa interpretazione, anche se non è nato come una dichiarazione programmatica sul nostro modo di comporre. Il contrasto tra calma e tempesta è comunque qualcosa che cerco spesso nelle canzoni, perché trovo che dia dinamismo e renda le esplosioni più efficaci.

 

6. Quanto seguite la scena stoner e alternative internazionale nella scelta dei suoni usati in produzione?

 

Ascoltiamo molta musica e sicuramente ci sono influenze che entrano nel nostro modo di suonare, anche senza accorgercene. Tra i riferimenti ci sono i Queens of the Stone Age, ma anche i Verdena e i Metallica. In produzione, io e Sergio abbiamo lavorato parecchio sulla scelta dei suoni, cercando un equilibrio tra corposità e definizione.

 

7. C'è un brano che, scrivendolo, vi ha sorpreso più degli altri per come è venuto fuori?

 

Non c'è un brano che mi abbia sorpreso più degli altri in modo particolare. Le canzoni hanno avuto percorsi diversi e alcune sono cambiate un po’ durante il lavoro sugli arrangiamenti. Una cosa è scrivere un brano da soli, un'altra è sentirlo prendere forma quando viene suonato da una band.

 

8. Cosa pensate possa distinguere Violenza e sentimento da altri dischi d'esordio del panorama rock italiano recente?

 

Non saprei fare un confronto con gli altri dischi d'esordio, anche perché non credo sia necessario farlo. Abbiamo cercato di costruire un sound e un immaginario che ci appartenessero, lavorando con cura sia sui testi sia sugli arrangiamenti. È un disco suonato davvero, senza scorciatoie, e penso che questa sincerità sia la cosa più importante.

 

9. Come gestite, sul palco, brani emotivamente pesanti come Dai o Pregami rispetto a quelli più diretti come Slinky?

 

Cerchiamo di rispettare le dinamiche dei brani. Dai, per esempio, ha un'intro più delicata e canto all'ottava più bassa rispetto al resto del disco, quindi richiede un approccio diverso da un pezzo diretto come Slinky. Non bisogna suonare tutto allo stesso volume e con la stessa intensità: anche le parti più contenute hanno il loro peso.

 

10. Quali obiettivi vi siete dati, come band, per l'anno successivo all'uscita del disco?

 

L'obiettivo principale è suonare il più possibile e portare il disco in giro. Ci piacerebbe raggiungere più persone e far conoscere i Temporali anche fuori dalla Sardegna. Nel frattempo continueremo a scrivere: per il prossimo lavoro abbiamo già in mente arrangiamenti un po' più complessi, un sound più vario e testi più personali e diretti.

 

 I Temporali nascono nel 2023 a Sassari dall’incontro tra Alberto Atzori, Sergio Serra e Levin Muzzu, uniti dalla passione per il rock, il metal e le sonorità stoner. L’idea dei primi brani nasce da Alberto già nel 2020, durante il periodo della pandemia, ma è solo con la formazione della band nel 2023 che prendono realmente forma.

Dopo mesi di prove e concerti in Sardegna, alla fine del 2025 la band avvia la pre-produzione del primo album.

Nel 2026 entra nel roster della Roble Factory di Alghero, con cui pubblica già due singoli: Le ossa in volo (1 maggio 2026) e Slinky (19 giugno 2026), e registra il disco d’esordio Violenza e sentimento, in uscita il 25 settembre 2026.

Le parti di batteria presenti nel disco sono state registrate da Alberto Atzori. Al termine delle registrazioni entra a far parte della band Gabriele Luzzu, che assume il ruolo di batterista per l'attività live e i progetti futuri.

Il progetto mescola metal, alternative e stoner rock con testi in italiano, ispirandosi a band come Metallica, Verdena e Queens of the Stone Age.

I Temporali sono attivi dal vivo tra la Sardegna e il resto d’Italia.

 

Violenza e sentimento nasce dall'incontro tra due forze opposte e inseparabili.

 

Il titolo non vuole raccontare semplicemente il contenuto del disco, ma rappresentarne la tensione centrale: da una parte la violenza, intesa come ciò che distrugge, ferisce e altera la vita delle persone; dall'altra il sentimento, inteso come la risposta più profonda e umana a ciò che accade.

La violenza attraversa quasi tutte le canzoni del disco, assumendo forme diverse: è fisica,psicologica, sociale, silenziosa. È quella di un abuso, di un'ossessione, dell'ansia, della perdita, dell'indifferenza, della rabbia o del sentirsi fuori posto. Non sempre ha un volto preciso, ma lascia sempre una traccia.

Il sentimento è ciò che nasce da quella traccia. Non una semplice consolazione, ma una forza altrettanto intensa: paura, amore, lutto, empatia, rabbia, desiderio di reagire, bisogno di essere visti.

Ogni brano racconta il modo in cui le persone affrontano ciò che le ferisce e ciò che rimane dentro di loro.

Le dieci canzoni non seguono una storia unica e non vogliono offrire risposte.

Sono immagini, persone e frammenti di vita che condividono la stessa intensità emotiva.

Alcune storie nascono da esperienze personali, altre dall'osservazione della realtà quotidiana, altre ancora dal bisogno di dare una forma a emozioni difficili da esprimere.

Anche la musica vive dello stesso contrasto: la potenza dello stoner rock incontra momenti di fragilità e introspezione, alternando peso e leggerezza, rabbia e vulnerabilità.

Violenza e sentimento non vuole spiegare il dolore né giudicarlo. Vuole raccontare ciò che succede agli esseri umani quando vengono messi davanti alle proprie ferite e alle proprie contraddizioni.

Perché la violenza non è il vero tema del disco. Il vero tema è ciò che la violenza lascia nelle persone. E il sentimento è quello che rimane quando, nonostante tutto, si continua a sentire.

 

Alberto Atzori

 

 

domenica 25 ottobre 2026

 


GREEN FUDGE – “Between the Blues and the Rising Sun”
Label: SorryMom!
Ascolta: https://orcd.co/greenfudge-betweenthebluesandtherisingsun

Cosa significa ascoltare oggi un disco intero? I Green Fudge rispondono con “Between the Blues and the Rising Sun”, album d’esordio uscito per SorryMom!, e lo fanno dichiarando una filosofia: in un mondo che corre sempre più veloce, concedersi il tempo di ascoltare con attenzione è un atto di resistenza e un modo per riconnettersi con l’essenza della musica. Per questo il disco è costruito come un viaggio circolare che segue una giornata, dal primo respiro dell’alba al dissolversi della luce, da vivere senza fretta.

La band, jam band blues-rock psichedelica nata da una solida amicizia nella baia di Trieste, mette sempre in primo piano suono, dinamiche e dimensione live. Si capisce da “Be Free”, 18 minuti che vanno dal timido risveglio psichedelico ai riff potenti, e da “Rise”, ballad con pianoforte e chitarra acustica che sfocia in una jam finale ogni volta diversa dal vivo. Il 29 maggio 2026, dopo il terzo singolo “Elder Seers”, dedicato al cambiamento climatico e a Madre Natura, la band ha presentato l’album in concerto. Dentro ci sono anche il rock ’n’ roll old school di “Fly High”, il noir di Poe in “Eldorado”, l’amore diretto di “Mary Jane” con le sue due batterie ipnotiche e il finale di “Gates of Dawn”, dove la tempesta lascia spazio alla luce. Le influenze, da Allman Brothers Band a Pink Floyd, da Grateful Dead a Doors e Beatles, sono reinterpretate con una produzione moderna. Un disco che merita le cuffie e una serata libera.

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domenica 30 agosto 2026

 


SMOKEY GUNNER
“Love, Sex & Loneliness”
CPT Records



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Deezer: https://short-url.cc/1wFbg
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Gli Smokey Gunner nascono a Cagliari nel 2020 dall’incontro tra Thomas De Candia e Mauro Marras. Dopo l’esordio “Lies and Illusions” e un’intensa attività live nei club e festival della Sardegna, la band consolida la propria identità con Luca Ibba al basso e Sara Pintus alla batteria, arrivando a “Love, Sex & Loneliness” con un suono più maturo e compatto. Il disco alterna momenti diretti e ruvidi ad altri più riflessivi. “If You Know What I Mean”, singolo che ha anticipato l’uscita, racconta gli eccessi di una notte fuori controllo tra seduzione e scelte impulsive. “Lucky Man” affronta invece la fatica di indossare maschere sociali per nascondere fragilità e aspettative altrui, mentre “Temporary Love” descrive un amore estivo intenso ma destinato a durare poco, chiuso da una lettera che non lascia nulla al caso. Un rock moderno, con innesti alternative e punk, che non perde mai di vista l’impatto emotivo e l’energia dal vivo, da sempre elemento centrale dell’identità della band.

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martedì 21 luglio 2026

 


 

ILENIA MARZANO

dà voce alla libertà di essere sé stessa …nel nuovo album>>>

I Am Done Conforming

 

Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

Mastering – Razik Mastering

Distribuzione: Distrokid

 

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L’INTERVISTA

 

1. Il taccuino su cui hai annotato frasi e intuizioni negli anni: lo hai ancora? Come lo usi?

 

E’ stato per anni una parte di me.. l’ho bruciato. Non tengo mai cose su cui fisso troppo l’attenzione, perché le carico di quel particolare stato mentale, è una sensazione che non voglio tenere con me. Il processo è terminato alla pubblicazione del disco, ed il 21 giugno all’uscita dell’album, durante il solstizio di estate, ho bruciato il taccuino, ringraziando e chiudendo quel cerchio.

 

2. I tuoi testi evitano sia l'idealizzazione che la demonizzazione dei personaggi che descrivi. È un principio etico o estetico?

 

Non demonizzo nessuno. Penso che il male sia una grave forma di ignoranza e richiesta di amore… Gli idoli, invece, devono morire perché sono falsi e cadranno a terra come lastre di ghiaccio, è loro destino frantumarsi.

 

 

3. Come hai scelto i musicisti che hanno suonato nel disco — Simone Zecca, Peter Voronov, Joao Corceiro?

 

 

Mi ha aiutato Fabio: io sono sempre quella indecisa su tutto, lui è il mio punto fermo! Capisce le persone e trova sempre quelle giuste per il progetto che abbiamo in mente.

E’ una vera salvezza, perché se fosse per me, io ci stavo ancora pensando..

 

 

4. Il disco pone una domanda centrale: cosa succede quando smettiamo di essere prigionieri della nostra storia personale? Hai una risposta?

 

 

Troviamo la libertà totale. Quella vera, quella che fa paura. Una verità così spaventevole da suscitare reverenza in chiunque, anche a chi gioca il gioco delle prepotenze solo perché in quel momento ha qualcosa o qualcuno dietro sé a farlo sentire forte. Quella libertà ti porta a contatto con la tua vera essenza perché quando sei così libero...sei anche solo. La solitudine così vasta è libertà. È spirito. E’ guardare il mare e piangere perché è troppo bello per essere vero… e tu ti senti come lui, grande, infinito e solo… ma poi non piangi più perché trovi un profondo e pacifico distacco dalle cose e dal mondo. Lì inizi a capire...

 

5. Babylon è il brano più 'civile' del disco — quello che guarda fuori dalla coppia e dalla relazione privata. Nasce da una frustrazione specifica?

 

In che senso frustrazione? Ci sono ancora dubbi su quanta follia ci sia nel mondo a causa del pensiero egoico?  Babylon nasce dalla presa d'atto di una realtà oggettiva: l'assurdità e la cecità di una società mossa unicamente dall'ego, dove ognuno pensa solo a se stesso. Più che frustrazione, è una lucida fotografia di questa follia collettiva.

 

6. Come cambia la tua voce tra i brani più duri e quelli più rarefatti del disco?

 

Molto. Cambiano i registri che uso, tecnicamente. Ma cambia moltissimo anche l’approccio: nei pezzi più duri la voce diventa tagliente, spinge e morde, mentre in quelli più rarefatti si alleggerisce, diventa quasi un soffio per creare spazio. È tutta una questione di intenzione: cambio pelle.

 

7. Hai lavorato al teatro con 'Opera da tre soldi' di Brecht. Ci sono elementi brechtiani — distanza, straniamento — nel tuo modo di cantare?

 

Per chi non lo sapesse, Il messaggio dell'opera è una critica ferocissima alla società capitalista. Brecht mette in scena un mondo di criminali, prostitute, poliziotti corrotti e mendicanti, mostrando che tra i gangster della malavita e i rispettabili uomini d'affari non c'è alcuna differenza: entrambi sfruttano il prossimo per soldi.

 

Brecht non voleva che la gente si addormentasse o si facesse il piantino comodo; voleva svegliare il pubblico, spiazzarlo. Mi piace il parallelo e non ci avevo pensato, la domanda è interessante. Diciamo che quando sposto la voce all'improvviso o cambio registro di colpo, rompo la magia e la linearità del pezzo. Tengo svegli, tolgo la terra da sotto i piedi. Così, invece di perdersi nel solito schemino emotivo strappalacrime, l’ascoltatore è costretto a rimanere lucido e a guardare dritto in faccia l'immagine che sto lanciando. Quindi sì, lo straniamento c'è, ma onestamente non ci avevo pensato.

 

8. Fabio Codega ha curato anche le chitarre elettriche del disco. Quanto è stata importante la sua presenza come musicista oltre che come produttore?

 

Totale. Fabio è bravissimo a smanettare con i suoni, soprattutto con i synth, e ha questo amore folle per l'elettronica. Per un progetto del genere lui è proprio l'ideale: capisce al volo dove voglio andare e sa esattamente come vestire la mia voce con i suoni giusti, infatti prima registravo la voce, poi lui lavorava i suoni. La gente non sempre capisce il lavoro che c’è dietro un disco come questo: non si tratta solo di scrivere canzoni e cantarle, ma anche di ideare arrangiamenti e suoni originali che valorizzino la voce, come un magma di sonorità che si sposano assieme. Avere Fabio sia come musicista che alla produzione ha fatto fare il salto di qualità a tutto il disco.

 

 

9. Qual è il brano che ti ha richiesto più tempo per trovare la forma definitiva?

 

Non uno ma più di uno. In particolare blue draps e no more. Quando esci dagli schemi classici della canzone pop, non hai una mappa precisa da seguire. Strutture del genere richiedono un sacco di ricerca sui suoni e sugli incastri vocali. C'è voluto del tempo per far quadrare tutto, ma ne è valsa assolutamente la pena.

 

 

 

 

10. Come immagini la vita di questo disco dopo l'uscita — il suo percorso dal tuo punto di vista?

 

 

Io il mio lavoro l'ho fatto e ci ho messo dentro tutto quello che avevo. Adesso però il disco non è più mio, è di chi lo ascolta. Il suo percorso dipende interamente dal pubblico. Spero che le persone abbiano voglia di scoprirlo, di entrarci dentro e di farsi spiazzare da queste canzoni.

 

I Am Done Conforming è un invito a liberarsi dalle gabbie e a smettere di accontentarsi. Adesso la musica è vostra, fatene ciò che volete, ma prima.. correte ad ascoltarlo, è su tutti gli store digitali!

 

 

Ilenia Marzano – Biografia

Ilenia, nata a Roma nel 1992, ha scoperto la sua passione per il canto all'età di 10 anni. Sin da giovane ha partecipato a vari contest, concorsi e stage, facendo la sua prima esperienza nel mondo della musica durante lo Stage internazionale di musica di Gallodoro-Taormina, dove si è esibita con il Cet di Mogol a soli 12 anni. Questo ha rappresentato il primo input fondamentale della sua carriera.

Nel 2006, ha vinto una borsa di studio presso la scuola di musica "Discanto" di Bracciano, dove ha iniziato a studiare seriamente il canto, una forma d'arte che avrebbe continuato ad amare per tutta la vita. Ha proseguito la sua formazione frequentando il corso personalizzato di canto pop al Saint Louis College of Music di Roma con Maria Grazia Fontana durante l'anno accademico 2008-2009. Parallelamente, ha studiato anche canto lirico, dimostrando la sua versatilità e il suo impegno nel mondo della musica.

Nel corso degli anni, Ilenia ha raggiunto numerosi traguardi significativi. Nel 2011-2012, si è classificata al primo posto al concorso canoro "La principessa dei Laghi Italy". Nel 2013, è stata selezionata per partecipare a un corso teatrale organizzato dalla Regione Lazio chiamato "Recitare per crescere", durante il quale ha studiato teatro con l'attore Massimo Venturiello, dizione e interpretazione vocale con la cantante Tiziana Tosca Donati (in arte Tosca), lavorando intensamente per due mesi nella messa in scena teatrale di "Opera da tre soldi" di Bertolt Brecht.

Parallelamente ai suoi studi di canto, Ilenia ha anche iniziato a studiare pianoforte d'accompagnamento al Saint Louis College of Music di Roma, ottenendo la laurea in Canto Pop nel 2021. Durante questi anni, ha approfondito la sua formazione con corsi di armonia, ear training, arrangiamento, songwriting e improvvisazione jazz, tenuti da musicisti e maestri di fama internazionale.

A partire dal 2016, Ilenia è entrata a far parte della Soul Train Orchestra del noto tastierista di Noemi, Michele Papadia, con cui ha condiviso il palco al teatro Eliseo insieme a Fabrizio Bosso e Serena Brancale nel giugno 2018. Si è esibita in vari locali di Roma, come il Piper e il Cotton Club, e in prestigiosi hotel come il resort Borgo di Fiuzzi e il Grand Meliá Hotel.

La sua carriera artistica ha anche visto collaborazioni televisive. Ha partecipato al Festival della Musica Italiana in TV con il gruppo Abba Celebration, oltre ad aprire il concerto di Antonella Ruggero nel Lazio ad Alatri nel 2019. Durante l'estate del 2022, ha intrapreso un tour esclusivo lungo la Costa D'Amalfi, con concerti proposti e finanziati dai comuni di Positano, Ravello, Minori, Praiano e Benevento Città Spettacolo.

Oltre alla sua attività di esibizione, Ilenia ha lavorato come turnista per registrazioni di spot pubblicitari per diverse aziende, tra cui Mediaset, Accademia Artisti, Enrico Coveri – Striscia la Notizia, Amazon Prime e altre.

Come insegnante di canto moderno, Ilenia ha condiviso la sua passione e la sua esperienza presso diverse scuole di musica, tra cui la CDM Casa della Musica, 432 Hz di Trevinano Romano e Key Music, a partire dal gennaio 2017.

Ha anche svolto attività come corista, unendosi al coro Sat & B di Maria Grazia Fontana, insieme a Giorgia, nelle prime due tappe del tour "Dietro le Apparenze" nel 2012, che si sono tenute a Roma e Milano. Ha anche partecipato a rappresentazioni teatrali come "Strimpelli e Vinile" al Teatro Italia di Roma, recitando e cantando nel coro insieme ai protagonisti Attilio Fontana ed Emiliano Reggente.

Ilenia è apparsa su Rai Gulp e Radio Popolare come corista mentre accompagnava la cantante Ilaria Porceddu nella canzone sarda "No potho reposare" durante la presentazione del suo album presso la Feltrinelli di Roma il 28 marzo 2017. La sua voce corale è stata anche presente in due brani eseguiti all'Auditorium Parco della Musica il 21 settembre 2013.

Al momento, Ilenia sta componendo nuova musica e crea nuove canzoni e musiche strumentali per RTI Music, dimostrando la sua versatilità e creatività come artista.

La dedizione, la passione ed il talento hanno portato Ilenia ad avere un impatto significativo sia come esecutrice che come insegnante, e la sua carriera continua a evolversi, lasciando spazio a nuove avventure e successi futuri.

CREDITI

 

Artista: Ilenia Marzano

Arrangiamento – Synth – Tastiere - Chitarra Elettrica: Fabio Codega

Chitarra Acustica ed Elettrica – Basso: Simone Zecca

Archi e Violino: Peter Voronov

Chitarra elettrica solista: Joao Corceiro

mercoledì 8 luglio 2026

 


ILENIA MARZANO

I Am Done Conforming

Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

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Quando un artista debutta con un album in lingua straniera, il rischio è sempre lo stesso: che la lingua scelta sembri un costume invece di una pelle. Non è il caso di I Am Done Conforming. Ilenia Marzano — cantautrice romana, formatasi al Saint Louis College of Music e laureata in Canto Pop nel 2021 — scrive in inglese con la naturalezza di chi ha trovato in quella lingua la forma esatta per ciò che vuole dire. Non c'è artificiosità, non c'è traduzione mentale: c'è scrittura diretta.

L'album, in uscita il 22 giugno 2026 per Creativa Music, è realizzato con la produzione artistica di Fabio Codega, che ha lavorato sulla forma dei brani, sugli arrangiamenti e sull'architettura complessiva di un progetto che non nasce da un'urgenza immediata ma da una lunga gestazione. Anni di appunti, frasi, immagini: la stratificazione è parte integrante del disco. Si sente nella densità dei testi, nella cura degli arrangiamenti, nella coerenza narrativa che attraversa le dieci tracce.

Il disco racconta il cammino dall'adattamento all'autenticità. Non è un percorso trionfale: ci sono ferite, separazioni, stanchezze e domande senza risposta immediata. Take It è il gesto più diretto — un confine stabilito dopo troppi insulti e svalutazioni. "You must have really thought I was your game, a game to play." La protagonista non aspetta di essere capita: agisce. "Take my take my take my breath away from me take it / That's the only thing I'll give you." L'ironia del finale è tagliente e precisa.

Don't Fall in Love costruisce un addio che è quasi una filosofia: non innamorarti di me perché non posso restare. "Run run run away, you're in time so run away." Non è mancanza di sentimento: è rispetto per entrambi. I Can Feel racconta invece il ritardo della comprensione — il momento in cui si capisce la causa di un dolore e quella comprensione, da sola, è già una forma di guarigione. "I've broken something that I'd had / Precious like you'll never know."

Separation è costruita con una tecnica narrativa precisa: le voci si alternano, le prospettive si sovrappongono, la rottura viene vista da entrambi i lati. Il risultato evita il melodramma e produce qualcosa di più raro — una separazione raccontata senza vittime. May Live porta la domanda fondamentale dell'album: "May I live there once again?" E la risposta non è un'affermazione ma un gesto: aprire gli occhi, rimettersi in cammino.

La title track è il manifesto più esplicito: rifiuto della pressione a essere perfetta, diritto a essere ascoltata per ciò che porta "sul tavolo", non per ciò che si vede. "I'm done conforming / You will not ignore me when / You know everything I'm bringing to the table." Babylon allarga la prospettiva alla comunità, usando il mito biblico come specchio per l'incomunicabilità contemporanea. L'intelligenza del brano sta nel rifiuto della fuga: non si tratta di uscire da Babilonia ma di ricostruire un linguaggio comune mentre ci siamo ancora dentro.

No More è costruita sulla soglia: il dolore non verrà più alimentato, ma non viene negato. "Remember the dreamer with all those sweet warm desires / All your kisses were made of moonlight / Fading into the day." Tilting at Windmills porta Don Chisciotte nel presente senza ironia: il guerriero stanco viene guardato con rispetto, non schernito. Blue Drapes chiude il disco con una scena visionaria e un suono che si allontana definitivamente dalla forma pop — progressive rock, paesaggi sonori aperti, saggezza antica. "What you learn along the way is more precious than the destination."

Un debutto raro: adulto, stratificato, fermo. Ilenia Marzano non ha avuto fretta di arrivare, e si sente in ogni nota.

venerdì 12 giugno 2026

 


Bergamo incontra il mondo: Lo Spirito del Pianeta 2026

Per informazioni: www.lospiritodelpianeta.it

Lo Spirito del Pianeta torna nell'estate 2026 con una doppia sede in provincia di Bergamo e un programma ricchissimo di eventi gratuiti dedicati alle culture indigene del mondo.

La prima tappa si tiene a Casirate d'Adda dal 18 giugno al 4 luglio, presso l'area Gerundium in Via dell'Industria. La seconda si svolge dal 30 luglio al 16 agosto ad Albino, in Viale Bachelet. L'ingresso è libero per tutta la durata del festival.

Il programma serale di Casirate prevede ogni giorno la presenza di un gruppo culturale internazionale: gruppo Maya (18 giugno), Bepi & the Prismas dalla Bergamasca (19 giugno), Congo (20 giugno), Madagascar (21 giugno), Nepal (22 giugno), Aztechi (23 giugno), accensione del fuoco sacro (24 giugno), culture del Mesoamerica (25 giugno), Sud Africa (26 giugno), Indiani d'America (27 giugno), Incas (28 giugno), Luna Piena (29 giugno), Notte dei Tamburi (30 giugno), Iran (1 luglio), Irlanda (2 luglio), Saor Patrol Scozia (3 luglio), grande finale (4 luglio).

Tra i protagonisti attesi: Vincent Rain, figura simbolo della cultura nativa americana, e Miss Blackfeet, principessa della sua tribù nel Montana. I monaci tibetani inizieranno sin dal primo giorno la costruzione di un mandala che verrà completato e poi ritualmente distrutto a fine manifestazione.

Il festival include anche: area olistica ampliata, mercato artigianale con 170 espositori, 11 ristoranti etnici, laboratori interattivi, tepee indiani, villaggi tematici e oltre 800 eventi gratuiti complessivi.

Per informazioni: info@lospiritodelpianeta.it — www.lospiritodelpianeta.it

 

RADIO-ACTIVITY PRESENTA

BUDINO HEART

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RADIO-ACTIVITY PRESENTA "BUDINO HEART": QUANDO L'AMORE VINCE ANCHE SUL DIVIETO

IL BRANO

Cosa succede quando la persona che ami ti chiede di non scrivere una canzone su di lei? Radio-Activity ha la risposta: la scrivi lo stesso, e viene fuori qualcosa di bellissimo. "Budino Heart" è un brano fresco, dolce e spontaneo, nato da una chat e diventato una piccola celebrazione della gioia quotidiana.

BIOGRAFIA

Nicolò Anguissola d'Altoè, in arte Radio-Activity, è un artista rock milanese e polistrumentista autodidatta che si distingue per la sua originale fusione tra sonorità tradizionali e moderne. Utilizzando principalmente soundpool MAGIX, Radio-Activity crea brani caratterizzati da arrangiamenti ricchi e melodie avvolgenti, riflesso della sua passione per la musica e per l'innovazione tecnologica. Su Bandcamp e Spotify sono inoltre disponibili canzoni realizzate in diversi modi anche tramite AI.

Il suo percorso musicale è segnato da una continua sperimentazione, attraverso la quale esplora temi legati all'introspezione e alla critica sociale mediante testi evocativi. Con una visione creativa distintiva e una passione inesauribile per la musica, Nicolò Anguissola d'Altoè continua a esplorare nuove sonorità, confermandosi come uno dei nomi più interessanti del rock italiano contemporaneo. I brani di Radio-Activity vengono regolarmente trasmessi da radio internazionali, riflettendo la crescente presenza del progetto nella scena musicale indipendente.

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