martedì 7 ottobre 2025

 

Leon seti presenta Oh London!

https://open.spotify.com/intl-it/album/4b9wSoqy40Aj7Fsz7KYz9e?si=lLab2b8fQIirfaJR33qFww

 


Raccontaci l’iter del processo creativo che segui per la creazione di un brano.

Il mio iter parte sempre dal suono e dalla melodia e armonia. Una volta stabilite quelle ci scrivo delle parole sopra e poi porto tutto da Saverio Zacchei, il mio producer, e ci lavoriamo insieme.

 

• A quale genere musicale appartieni?

il mio genere musicale é senza dubbio il pop. Che io amo alla follia, e rigorosamente elettronico.

 

• La tua musica da dove prende ispirazione?

La mia musica prende ispirazione dalla mia vita, da quello che passo, e da quello che ascolto. Sonicamente invece devo partire sempre da uno spunto sonoro nuovo, un suono strano o un qualcosa che mi accenda l’immaginazione.

 

• Ora che l’estate è finita che suono ha August?

August é una canzone che parla di nostalgia e ricordi, quindi non appartiene solo all’estate. Per me va bene in qualunque momento.

 

• come gestisci l’ansia da prestazione prima di una performance?

Ultimamente non suono molto, quindi mi manca l’ansia da prestazione. é una sensazione che mi piace, mi piace il dovermi esprimere sul palco. ma il momento piú bello arriva dopo le prime note, prese quelle, diventa tutto piú piacevole.

 

Come si struttura una tua performance dal vivo?

Una mia performance dal vivo di solito include me e un musicista che gestisce le tracce e gli strumenti dal mio computer, e io che canto e mi muovo liberamente. Una cosa abbastanza eterea.

 

L’EP

 

"Oh, London", il nuovo EP di Leon Seti, è un’esaltazione poetica della tarda estate: quella fase sospesa tra la luce e la malinconia, dove i giorni sembrano allungarsi nell’aria calda e i ricordi iniziano già a sbiadire. Quattro tracce intime e cinematografiche raccontano emozioni effimere e nostalgiche, tipiche di una stagione che si spegne lentamente, lasciando spazio ai sogni, all’attesa e a una dolce inquietudine.

L’EP si apre con “August”, il primo singolo, che ne definisce subito l’atmosfera: calda, avvolgente, come il vento di fine agosto. Il brano è un racconto delicato di un amore passato, tra sussurri elettronici e malinconie luminose.

Segue “Bluffer”, una traccia travolgente e giocosa, che si fa portavoce di una rabbia euforica: cori stratificati e synth brillanti creano un inno liberatorio che sbeffeggia tutti i detrattori di Seti e la sua esperienza nel mondo della musica.

La title track, “Oh, London”, arriva come una brezza al tramonto. Parte tranquilla, cresce lentamente e si apre in un finale corale con un beat e campane che richiamano la capitale britannica. Il brano è una riflessione intensa sul rapporto ambivalente che Leon Seti intrattiene con la città che lo ha accolto per anni: un intreccio profondo di amore, frustrazione, crescita e conquista e che, come dice nel pezzo, lo riporta sempre allo stesso punto.

A chiudere il progetto è “Universe”, una sorta di notturno stellare, come la sera di San Lorenzo: una ballata che volge lo sguardo al cielo, riflettendo sull’amore e sul nostro posto nell’infinito. Una canzone dedicata al partner di Leon che ci ricorda quanto siamo grandi e piccoli allo stesso tempo, parte dello stesso universo.

Con questo nuovo lavoro, Leon Seti si presenta come una divinità dell’estate tardiva: un’immagine mitica e contemporanea, con spighe tra i capelli e melodie cariche di speranza, desiderio e luce lontana.

Leon: “Oh, London è un piccolo rituale pop, un invito a perdersi nei ricordi e nelle promesse dell’estate che finisce e un assaggio di quello che verrá.”

 

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