mercoledì 8 luglio 2026

 


ILENIA MARZANO

I Am Done Conforming

Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

https://open.spotify.com/intl-it/album/2AUfs2u1fP6mRAFMsKErYT?si=BxhnQK-GStW8W8-v0VLceA

 

Quando un artista debutta con un album in lingua straniera, il rischio è sempre lo stesso: che la lingua scelta sembri un costume invece di una pelle. Non è il caso di I Am Done Conforming. Ilenia Marzano — cantautrice romana, formatasi al Saint Louis College of Music e laureata in Canto Pop nel 2021 — scrive in inglese con la naturalezza di chi ha trovato in quella lingua la forma esatta per ciò che vuole dire. Non c'è artificiosità, non c'è traduzione mentale: c'è scrittura diretta.

L'album, in uscita il 22 giugno 2026 per Creativa Music, è realizzato con la produzione artistica di Fabio Codega, che ha lavorato sulla forma dei brani, sugli arrangiamenti e sull'architettura complessiva di un progetto che non nasce da un'urgenza immediata ma da una lunga gestazione. Anni di appunti, frasi, immagini: la stratificazione è parte integrante del disco. Si sente nella densità dei testi, nella cura degli arrangiamenti, nella coerenza narrativa che attraversa le dieci tracce.

Il disco racconta il cammino dall'adattamento all'autenticità. Non è un percorso trionfale: ci sono ferite, separazioni, stanchezze e domande senza risposta immediata. Take It è il gesto più diretto — un confine stabilito dopo troppi insulti e svalutazioni. "You must have really thought I was your game, a game to play." La protagonista non aspetta di essere capita: agisce. "Take my take my take my breath away from me take it / That's the only thing I'll give you." L'ironia del finale è tagliente e precisa.

Don't Fall in Love costruisce un addio che è quasi una filosofia: non innamorarti di me perché non posso restare. "Run run run away, you're in time so run away." Non è mancanza di sentimento: è rispetto per entrambi. I Can Feel racconta invece il ritardo della comprensione — il momento in cui si capisce la causa di un dolore e quella comprensione, da sola, è già una forma di guarigione. "I've broken something that I'd had / Precious like you'll never know."

Separation è costruita con una tecnica narrativa precisa: le voci si alternano, le prospettive si sovrappongono, la rottura viene vista da entrambi i lati. Il risultato evita il melodramma e produce qualcosa di più raro — una separazione raccontata senza vittime. May Live porta la domanda fondamentale dell'album: "May I live there once again?" E la risposta non è un'affermazione ma un gesto: aprire gli occhi, rimettersi in cammino.

La title track è il manifesto più esplicito: rifiuto della pressione a essere perfetta, diritto a essere ascoltata per ciò che porta "sul tavolo", non per ciò che si vede. "I'm done conforming / You will not ignore me when / You know everything I'm bringing to the table." Babylon allarga la prospettiva alla comunità, usando il mito biblico come specchio per l'incomunicabilità contemporanea. L'intelligenza del brano sta nel rifiuto della fuga: non si tratta di uscire da Babilonia ma di ricostruire un linguaggio comune mentre ci siamo ancora dentro.

No More è costruita sulla soglia: il dolore non verrà più alimentato, ma non viene negato. "Remember the dreamer with all those sweet warm desires / All your kisses were made of moonlight / Fading into the day." Tilting at Windmills porta Don Chisciotte nel presente senza ironia: il guerriero stanco viene guardato con rispetto, non schernito. Blue Drapes chiude il disco con una scena visionaria e un suono che si allontana definitivamente dalla forma pop — progressive rock, paesaggi sonori aperti, saggezza antica. "What you learn along the way is more precious than the destination."

Un debutto raro: adulto, stratificato, fermo. Ilenia Marzano non ha avuto fretta di arrivare, e si sente in ogni nota.