lunedì 26 ottobre 2026

 


TEMPORALI

presentano

VIOLENZA E SENTIMENTO..

 

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 L’INTERVISTA

 

1. Pregami chiude il disco con un brano sulle conseguenze emotive della violenza: come avete deciso che fosse questo il finale giusto per l'album?

 

Ci sembrava il brano giusto per chiudere il disco, anche per le sensazioni che lascia. Volevamo finire con un'esplosione sonora che continuasse a lavorare sull'ascoltatore anche dopo la fine dell'album. Credo che funzioni bene in questo senso. È anche un omaggio alla conclusione dei primi album dei Metallica che si chiudevano con la canzone più veloce e aggressiva (ad esempio Damage Inc o Dyers Eve).

 

2. Quanto la vostra scrittura si nutre di immagini concrete, come nel caso di Ragazza pulp, rispetto a metafore più aperte come in Le ossa in volo?

 

Dipende dalla canzone. Non parto con l'idea di scrivere un testo concreto o metaforico, cerco le immagini che funzionano meglio per quello che voglio raccontare. In generale preferisco non spiegare tutto in modo esplicito, perché mi piace lasciare spazio a chi ascolta. Una canzone può assumere significati diversi a seconda della persona che la ascolta.

 

3. Come cambia, secondo voi, la percezione di un brano come Un fiore quando viene ascoltato dopo canzoni più dure come Slinky o L'ultimo sole?

 

Il contrasto cambia sicuramente la percezione, perché una canzone più raccolta può risaltare maggiormente dopo un brano rumoroso e diretto. Scrivo cercando spesso questo chiaroscuro, alternando momenti di calma e di tempesta. Credo che renda il disco più dinamico e che permetta ai singoli brani di respirare.

 

4. Cosa vi ha spinto a lavorare su un disco compatto di dieci brani invece di un progetto più lungo?

 

I brani che abbiamo scelto erano quelli che volevamo mettere nel disco. Non avevamo l'esigenza di allungarlo per raggiungere un certo minutaggio o un numero preciso di canzoni. Preferisco un album che abbia una sua coerenza piuttosto che aggiungere brani solo per renderlo più lungo. Dura quasi 40 minuti, la durata ideale per un album.

 

5. In che modo il nome della band, I Temporali, si riflette nella dinamica tra momenti di calma e momenti di esplosione nei brani?

 

Il nome si presta bene a questa interpretazione, anche se non è nato come una dichiarazione programmatica sul nostro modo di comporre. Il contrasto tra calma e tempesta è comunque qualcosa che cerco spesso nelle canzoni, perché trovo che dia dinamismo e renda le esplosioni più efficaci.

 

6. Quanto seguite la scena stoner e alternative internazionale nella scelta dei suoni usati in produzione?

 

Ascoltiamo molta musica e sicuramente ci sono influenze che entrano nel nostro modo di suonare, anche senza accorgercene. Tra i riferimenti ci sono i Queens of the Stone Age, ma anche i Verdena e i Metallica. In produzione, io e Sergio abbiamo lavorato parecchio sulla scelta dei suoni, cercando un equilibrio tra corposità e definizione.

 

7. C'è un brano che, scrivendolo, vi ha sorpreso più degli altri per come è venuto fuori?

 

Non c'è un brano che mi abbia sorpreso più degli altri in modo particolare. Le canzoni hanno avuto percorsi diversi e alcune sono cambiate un po’ durante il lavoro sugli arrangiamenti. Una cosa è scrivere un brano da soli, un'altra è sentirlo prendere forma quando viene suonato da una band.

 

8. Cosa pensate possa distinguere Violenza e sentimento da altri dischi d'esordio del panorama rock italiano recente?

 

Non saprei fare un confronto con gli altri dischi d'esordio, anche perché non credo sia necessario farlo. Abbiamo cercato di costruire un sound e un immaginario che ci appartenessero, lavorando con cura sia sui testi sia sugli arrangiamenti. È un disco suonato davvero, senza scorciatoie, e penso che questa sincerità sia la cosa più importante.

 

9. Come gestite, sul palco, brani emotivamente pesanti come Dai o Pregami rispetto a quelli più diretti come Slinky?

 

Cerchiamo di rispettare le dinamiche dei brani. Dai, per esempio, ha un'intro più delicata e canto all'ottava più bassa rispetto al resto del disco, quindi richiede un approccio diverso da un pezzo diretto come Slinky. Non bisogna suonare tutto allo stesso volume e con la stessa intensità: anche le parti più contenute hanno il loro peso.

 

10. Quali obiettivi vi siete dati, come band, per l'anno successivo all'uscita del disco?

 

L'obiettivo principale è suonare il più possibile e portare il disco in giro. Ci piacerebbe raggiungere più persone e far conoscere i Temporali anche fuori dalla Sardegna. Nel frattempo continueremo a scrivere: per il prossimo lavoro abbiamo già in mente arrangiamenti un po' più complessi, un sound più vario e testi più personali e diretti.

 

 I Temporali nascono nel 2023 a Sassari dall’incontro tra Alberto Atzori, Sergio Serra e Levin Muzzu, uniti dalla passione per il rock, il metal e le sonorità stoner. L’idea dei primi brani nasce da Alberto già nel 2020, durante il periodo della pandemia, ma è solo con la formazione della band nel 2023 che prendono realmente forma.

Dopo mesi di prove e concerti in Sardegna, alla fine del 2025 la band avvia la pre-produzione del primo album.

Nel 2026 entra nel roster della Roble Factory di Alghero, con cui pubblica già due singoli: Le ossa in volo (1 maggio 2026) e Slinky (19 giugno 2026), e registra il disco d’esordio Violenza e sentimento, in uscita il 25 settembre 2026.

Le parti di batteria presenti nel disco sono state registrate da Alberto Atzori. Al termine delle registrazioni entra a far parte della band Gabriele Luzzu, che assume il ruolo di batterista per l'attività live e i progetti futuri.

Il progetto mescola metal, alternative e stoner rock con testi in italiano, ispirandosi a band come Metallica, Verdena e Queens of the Stone Age.

I Temporali sono attivi dal vivo tra la Sardegna e il resto d’Italia.

 

Violenza e sentimento nasce dall'incontro tra due forze opposte e inseparabili.

 

Il titolo non vuole raccontare semplicemente il contenuto del disco, ma rappresentarne la tensione centrale: da una parte la violenza, intesa come ciò che distrugge, ferisce e altera la vita delle persone; dall'altra il sentimento, inteso come la risposta più profonda e umana a ciò che accade.

La violenza attraversa quasi tutte le canzoni del disco, assumendo forme diverse: è fisica,psicologica, sociale, silenziosa. È quella di un abuso, di un'ossessione, dell'ansia, della perdita, dell'indifferenza, della rabbia o del sentirsi fuori posto. Non sempre ha un volto preciso, ma lascia sempre una traccia.

Il sentimento è ciò che nasce da quella traccia. Non una semplice consolazione, ma una forza altrettanto intensa: paura, amore, lutto, empatia, rabbia, desiderio di reagire, bisogno di essere visti.

Ogni brano racconta il modo in cui le persone affrontano ciò che le ferisce e ciò che rimane dentro di loro.

Le dieci canzoni non seguono una storia unica e non vogliono offrire risposte.

Sono immagini, persone e frammenti di vita che condividono la stessa intensità emotiva.

Alcune storie nascono da esperienze personali, altre dall'osservazione della realtà quotidiana, altre ancora dal bisogno di dare una forma a emozioni difficili da esprimere.

Anche la musica vive dello stesso contrasto: la potenza dello stoner rock incontra momenti di fragilità e introspezione, alternando peso e leggerezza, rabbia e vulnerabilità.

Violenza e sentimento non vuole spiegare il dolore né giudicarlo. Vuole raccontare ciò che succede agli esseri umani quando vengono messi davanti alle proprie ferite e alle proprie contraddizioni.

Perché la violenza non è il vero tema del disco. Il vero tema è ciò che la violenza lascia nelle persone. E il sentimento è quello che rimane quando, nonostante tutto, si continua a sentire.

 

Alberto Atzori

 

 

domenica 25 ottobre 2026

 


GREEN FUDGE – “Between the Blues and the Rising Sun”
Label: SorryMom!
Ascolta: https://orcd.co/greenfudge-betweenthebluesandtherisingsun

Cosa significa ascoltare oggi un disco intero? I Green Fudge rispondono con “Between the Blues and the Rising Sun”, album d’esordio uscito per SorryMom!, e lo fanno dichiarando una filosofia: in un mondo che corre sempre più veloce, concedersi il tempo di ascoltare con attenzione è un atto di resistenza e un modo per riconnettersi con l’essenza della musica. Per questo il disco è costruito come un viaggio circolare che segue una giornata, dal primo respiro dell’alba al dissolversi della luce, da vivere senza fretta.

La band, jam band blues-rock psichedelica nata da una solida amicizia nella baia di Trieste, mette sempre in primo piano suono, dinamiche e dimensione live. Si capisce da “Be Free”, 18 minuti che vanno dal timido risveglio psichedelico ai riff potenti, e da “Rise”, ballad con pianoforte e chitarra acustica che sfocia in una jam finale ogni volta diversa dal vivo. Il 29 maggio 2026, dopo il terzo singolo “Elder Seers”, dedicato al cambiamento climatico e a Madre Natura, la band ha presentato l’album in concerto. Dentro ci sono anche il rock ’n’ roll old school di “Fly High”, il noir di Poe in “Eldorado”, l’amore diretto di “Mary Jane” con le sue due batterie ipnotiche e il finale di “Gates of Dawn”, dove la tempesta lascia spazio alla luce. Le influenze, da Allman Brothers Band a Pink Floyd, da Grateful Dead a Doors e Beatles, sono reinterpretate con una produzione moderna. Un disco che merita le cuffie e una serata libera.

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