TEMPORALI
presentano
VIOLENZA E SENTIMENTO..
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L’INTERVISTA
1. Pregami chiude il disco con un brano sulle conseguenze
emotive della violenza: come avete deciso che fosse questo il finale giusto per
l'album?
Ci sembrava il brano giusto per chiudere il disco, anche per
le sensazioni che lascia. Volevamo finire con un'esplosione sonora che
continuasse a lavorare sull'ascoltatore anche dopo la fine dell'album. Credo
che funzioni bene in questo senso. È anche un omaggio alla conclusione dei
primi album dei Metallica che si chiudevano con la canzone più veloce e
aggressiva (ad esempio Damage Inc o Dyers Eve).
2. Quanto la vostra scrittura si nutre di immagini concrete,
come nel caso di Ragazza pulp, rispetto a metafore più aperte come in Le ossa
in volo?
Dipende dalla canzone. Non parto con l'idea di scrivere un
testo concreto o metaforico, cerco le immagini che funzionano meglio per quello
che voglio raccontare. In generale preferisco non spiegare tutto in modo
esplicito, perché mi piace lasciare spazio a chi ascolta. Una canzone può assumere
significati diversi a seconda della persona che la ascolta.
3. Come cambia, secondo voi, la percezione di un brano come
Un fiore quando viene ascoltato dopo canzoni più dure come Slinky o L'ultimo
sole?
Il contrasto cambia sicuramente la percezione, perché una
canzone più raccolta può risaltare maggiormente dopo un brano rumoroso e
diretto. Scrivo cercando spesso questo chiaroscuro, alternando momenti di calma
e di tempesta. Credo che renda il disco più dinamico e che permetta ai singoli
brani di respirare.
4. Cosa vi ha spinto a lavorare su un disco compatto di
dieci brani invece di un progetto più lungo?
I brani che abbiamo scelto erano quelli che volevamo mettere
nel disco. Non avevamo l'esigenza di allungarlo per raggiungere un certo
minutaggio o un numero preciso di canzoni. Preferisco un album che abbia una
sua coerenza piuttosto che aggiungere brani solo per renderlo più lungo. Dura
quasi 40 minuti, la durata ideale per un album.
5. In che modo il nome della band, I Temporali, si riflette
nella dinamica tra momenti di calma e momenti di esplosione nei brani?
Il nome si presta bene a questa interpretazione, anche se
non è nato come una dichiarazione programmatica sul nostro modo di comporre. Il
contrasto tra calma e tempesta è comunque qualcosa che cerco spesso nelle
canzoni, perché trovo che dia dinamismo e renda le esplosioni più efficaci.
6. Quanto seguite la scena stoner e alternative
internazionale nella scelta dei suoni usati in produzione?
Ascoltiamo molta musica e sicuramente ci sono influenze che
entrano nel nostro modo di suonare, anche senza accorgercene. Tra i riferimenti
ci sono i Queens of the Stone Age, ma anche i Verdena e i Metallica. In
produzione, io e Sergio abbiamo lavorato parecchio sulla scelta dei suoni,
cercando un equilibrio tra corposità e definizione.
7. C'è un brano che, scrivendolo, vi ha sorpreso più degli
altri per come è venuto fuori?
Non c'è un brano che mi abbia sorpreso più degli altri in
modo particolare. Le canzoni hanno avuto percorsi diversi e alcune sono
cambiate un po’ durante il lavoro sugli arrangiamenti. Una cosa è scrivere un
brano da soli, un'altra è sentirlo prendere forma quando viene suonato da una
band.
8. Cosa pensate possa distinguere Violenza e sentimento da
altri dischi d'esordio del panorama rock italiano recente?
Non saprei fare un confronto con gli altri dischi d'esordio,
anche perché non credo sia necessario farlo. Abbiamo cercato di costruire un
sound e un immaginario che ci appartenessero, lavorando con cura sia sui testi
sia sugli arrangiamenti. È un disco suonato davvero, senza scorciatoie, e penso
che questa sincerità sia la cosa più importante.
9. Come gestite, sul palco, brani emotivamente pesanti come
Dai o Pregami rispetto a quelli più diretti come Slinky?
Cerchiamo di rispettare le dinamiche dei brani. Dai, per
esempio, ha un'intro più delicata e canto all'ottava più bassa rispetto al
resto del disco, quindi richiede un approccio diverso da un pezzo diretto come
Slinky. Non bisogna suonare tutto allo stesso volume e con la stessa intensità:
anche le parti più contenute hanno il loro peso.
10. Quali obiettivi vi siete dati, come band, per l'anno
successivo all'uscita del disco?
L'obiettivo principale è suonare il più possibile e portare
il disco in giro. Ci piacerebbe raggiungere più persone e far conoscere i
Temporali anche fuori dalla Sardegna. Nel frattempo continueremo a scrivere:
per il prossimo lavoro abbiamo già in mente arrangiamenti un po' più complessi,
un sound più vario e testi più personali e diretti.
I Temporali nascono nel 2023 a Sassari dall’incontro tra Alberto
Atzori, Sergio Serra e Levin Muzzu, uniti dalla passione per il rock, il metal
e le sonorità stoner. L’idea dei primi brani nasce da Alberto già nel 2020,
durante il periodo della pandemia, ma è solo con la formazione della band nel
2023 che prendono realmente forma.
Dopo mesi di prove e concerti in Sardegna, alla fine del 2025 la band
avvia la pre-produzione del primo album.
Nel 2026 entra nel roster della Roble Factory di Alghero, con cui
pubblica già due singoli: Le ossa in volo (1 maggio 2026) e Slinky (19 giugno
2026), e registra il disco d’esordio Violenza e sentimento, in uscita il 25
settembre 2026.
Le parti di batteria presenti nel disco sono state registrate da
Alberto Atzori. Al termine delle registrazioni entra a far parte della band
Gabriele Luzzu, che assume il ruolo di batterista per l'attività live e i
progetti futuri.
Il progetto mescola metal, alternative e stoner rock con testi in
italiano, ispirandosi a band come Metallica, Verdena e Queens of the Stone Age.
I Temporali sono attivi dal vivo tra la Sardegna e il resto d’Italia.
Violenza e sentimento nasce dall'incontro tra due forze opposte e
inseparabili.
Il titolo non vuole raccontare semplicemente il contenuto del disco,
ma rappresentarne la tensione centrale: da una parte la violenza, intesa come
ciò che distrugge, ferisce e altera la vita delle persone; dall'altra il
sentimento, inteso come la risposta più profonda e umana a ciò che accade.
La violenza attraversa quasi tutte le canzoni del disco, assumendo
forme diverse: è fisica,psicologica, sociale, silenziosa. È quella di un abuso,
di un'ossessione, dell'ansia, della perdita, dell'indifferenza, della rabbia o
del sentirsi fuori posto. Non sempre ha un volto preciso, ma lascia sempre una
traccia.
Il sentimento è ciò che nasce da quella traccia. Non una semplice
consolazione, ma una forza altrettanto intensa: paura, amore, lutto, empatia,
rabbia, desiderio di reagire, bisogno di essere visti.
Ogni brano racconta il modo in cui le persone affrontano ciò che le
ferisce e ciò che rimane dentro di loro.
Le dieci canzoni non seguono una storia unica e non vogliono offrire
risposte.
Sono immagini, persone e frammenti di vita che condividono la stessa
intensità emotiva.
Alcune storie nascono da esperienze personali, altre dall'osservazione
della realtà quotidiana, altre ancora dal bisogno di dare una forma a emozioni
difficili da esprimere.
Anche la musica vive dello stesso contrasto: la potenza dello stoner
rock incontra momenti di fragilità e introspezione, alternando peso e
leggerezza, rabbia e vulnerabilità.
Violenza e sentimento non vuole spiegare il dolore né giudicarlo.
Vuole raccontare ciò che succede agli esseri umani quando vengono messi davanti
alle proprie ferite e alle proprie contraddizioni.
Perché la violenza non è il vero tema del disco. Il vero tema è ciò
che la violenza lascia nelle persone. E il sentimento è quello che rimane
quando, nonostante tutto, si continua a sentire.
Alberto Atzori

