martedì 21 luglio 2026

 


 

ILENIA MARZANO

dà voce alla libertà di essere sé stessa …nel nuovo album>>>

I Am Done Conforming

 

Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

Mastering – Razik Mastering

Distribuzione: Distrokid

 

https://open.spotify.com/intl-it/album/2AUfs2u1fP6mRAFMsKErYT?si=BxhnQK-GStW8W8-v0VLceA

L’INTERVISTA

 

1. Il taccuino su cui hai annotato frasi e intuizioni negli anni: lo hai ancora? Come lo usi?

 

E’ stato per anni una parte di me.. l’ho bruciato. Non tengo mai cose su cui fisso troppo l’attenzione, perché le carico di quel particolare stato mentale, è una sensazione che non voglio tenere con me. Il processo è terminato alla pubblicazione del disco, ed il 21 giugno all’uscita dell’album, durante il solstizio di estate, ho bruciato il taccuino, ringraziando e chiudendo quel cerchio.

 

2. I tuoi testi evitano sia l'idealizzazione che la demonizzazione dei personaggi che descrivi. È un principio etico o estetico?

 

Non demonizzo nessuno. Penso che il male sia una grave forma di ignoranza e richiesta di amore… Gli idoli, invece, devono morire perché sono falsi e cadranno a terra come lastre di ghiaccio, è loro destino frantumarsi.

 

 

3. Come hai scelto i musicisti che hanno suonato nel disco — Simone Zecca, Peter Voronov, Joao Corceiro?

 

 

Mi ha aiutato Fabio: io sono sempre quella indecisa su tutto, lui è il mio punto fermo! Capisce le persone e trova sempre quelle giuste per il progetto che abbiamo in mente.

E’ una vera salvezza, perché se fosse per me, io ci stavo ancora pensando..

 

 

4. Il disco pone una domanda centrale: cosa succede quando smettiamo di essere prigionieri della nostra storia personale? Hai una risposta?

 

 

Troviamo la libertà totale. Quella vera, quella che fa paura. Una verità così spaventevole da suscitare reverenza in chiunque, anche a chi gioca il gioco delle prepotenze solo perché in quel momento ha qualcosa o qualcuno dietro sé a farlo sentire forte. Quella libertà ti porta a contatto con la tua vera essenza perché quando sei così libero...sei anche solo. La solitudine così vasta è libertà. È spirito. E’ guardare il mare e piangere perché è troppo bello per essere vero… e tu ti senti come lui, grande, infinito e solo… ma poi non piangi più perché trovi un profondo e pacifico distacco dalle cose e dal mondo. Lì inizi a capire...

 

5. Babylon è il brano più 'civile' del disco — quello che guarda fuori dalla coppia e dalla relazione privata. Nasce da una frustrazione specifica?

 

In che senso frustrazione? Ci sono ancora dubbi su quanta follia ci sia nel mondo a causa del pensiero egoico?  Babylon nasce dalla presa d'atto di una realtà oggettiva: l'assurdità e la cecità di una società mossa unicamente dall'ego, dove ognuno pensa solo a se stesso. Più che frustrazione, è una lucida fotografia di questa follia collettiva.

 

6. Come cambia la tua voce tra i brani più duri e quelli più rarefatti del disco?

 

Molto. Cambiano i registri che uso, tecnicamente. Ma cambia moltissimo anche l’approccio: nei pezzi più duri la voce diventa tagliente, spinge e morde, mentre in quelli più rarefatti si alleggerisce, diventa quasi un soffio per creare spazio. È tutta una questione di intenzione: cambio pelle.

 

7. Hai lavorato al teatro con 'Opera da tre soldi' di Brecht. Ci sono elementi brechtiani — distanza, straniamento — nel tuo modo di cantare?

 

Per chi non lo sapesse, Il messaggio dell'opera è una critica ferocissima alla società capitalista. Brecht mette in scena un mondo di criminali, prostitute, poliziotti corrotti e mendicanti, mostrando che tra i gangster della malavita e i rispettabili uomini d'affari non c'è alcuna differenza: entrambi sfruttano il prossimo per soldi.

 

Brecht non voleva che la gente si addormentasse o si facesse il piantino comodo; voleva svegliare il pubblico, spiazzarlo. Mi piace il parallelo e non ci avevo pensato, la domanda è interessante. Diciamo che quando sposto la voce all'improvviso o cambio registro di colpo, rompo la magia e la linearità del pezzo. Tengo svegli, tolgo la terra da sotto i piedi. Così, invece di perdersi nel solito schemino emotivo strappalacrime, l’ascoltatore è costretto a rimanere lucido e a guardare dritto in faccia l'immagine che sto lanciando. Quindi sì, lo straniamento c'è, ma onestamente non ci avevo pensato.

 

8. Fabio Codega ha curato anche le chitarre elettriche del disco. Quanto è stata importante la sua presenza come musicista oltre che come produttore?

 

Totale. Fabio è bravissimo a smanettare con i suoni, soprattutto con i synth, e ha questo amore folle per l'elettronica. Per un progetto del genere lui è proprio l'ideale: capisce al volo dove voglio andare e sa esattamente come vestire la mia voce con i suoni giusti, infatti prima registravo la voce, poi lui lavorava i suoni. La gente non sempre capisce il lavoro che c’è dietro un disco come questo: non si tratta solo di scrivere canzoni e cantarle, ma anche di ideare arrangiamenti e suoni originali che valorizzino la voce, come un magma di sonorità che si sposano assieme. Avere Fabio sia come musicista che alla produzione ha fatto fare il salto di qualità a tutto il disco.

 

 

9. Qual è il brano che ti ha richiesto più tempo per trovare la forma definitiva?

 

Non uno ma più di uno. In particolare blue draps e no more. Quando esci dagli schemi classici della canzone pop, non hai una mappa precisa da seguire. Strutture del genere richiedono un sacco di ricerca sui suoni e sugli incastri vocali. C'è voluto del tempo per far quadrare tutto, ma ne è valsa assolutamente la pena.

 

 

 

 

10. Come immagini la vita di questo disco dopo l'uscita — il suo percorso dal tuo punto di vista?

 

 

Io il mio lavoro l'ho fatto e ci ho messo dentro tutto quello che avevo. Adesso però il disco non è più mio, è di chi lo ascolta. Il suo percorso dipende interamente dal pubblico. Spero che le persone abbiano voglia di scoprirlo, di entrarci dentro e di farsi spiazzare da queste canzoni.

 

I Am Done Conforming è un invito a liberarsi dalle gabbie e a smettere di accontentarsi. Adesso la musica è vostra, fatene ciò che volete, ma prima.. correte ad ascoltarlo, è su tutti gli store digitali!

 

 

Ilenia Marzano – Biografia

Ilenia, nata a Roma nel 1992, ha scoperto la sua passione per il canto all'età di 10 anni. Sin da giovane ha partecipato a vari contest, concorsi e stage, facendo la sua prima esperienza nel mondo della musica durante lo Stage internazionale di musica di Gallodoro-Taormina, dove si è esibita con il Cet di Mogol a soli 12 anni. Questo ha rappresentato il primo input fondamentale della sua carriera.

Nel 2006, ha vinto una borsa di studio presso la scuola di musica "Discanto" di Bracciano, dove ha iniziato a studiare seriamente il canto, una forma d'arte che avrebbe continuato ad amare per tutta la vita. Ha proseguito la sua formazione frequentando il corso personalizzato di canto pop al Saint Louis College of Music di Roma con Maria Grazia Fontana durante l'anno accademico 2008-2009. Parallelamente, ha studiato anche canto lirico, dimostrando la sua versatilità e il suo impegno nel mondo della musica.

Nel corso degli anni, Ilenia ha raggiunto numerosi traguardi significativi. Nel 2011-2012, si è classificata al primo posto al concorso canoro "La principessa dei Laghi Italy". Nel 2013, è stata selezionata per partecipare a un corso teatrale organizzato dalla Regione Lazio chiamato "Recitare per crescere", durante il quale ha studiato teatro con l'attore Massimo Venturiello, dizione e interpretazione vocale con la cantante Tiziana Tosca Donati (in arte Tosca), lavorando intensamente per due mesi nella messa in scena teatrale di "Opera da tre soldi" di Bertolt Brecht.

Parallelamente ai suoi studi di canto, Ilenia ha anche iniziato a studiare pianoforte d'accompagnamento al Saint Louis College of Music di Roma, ottenendo la laurea in Canto Pop nel 2021. Durante questi anni, ha approfondito la sua formazione con corsi di armonia, ear training, arrangiamento, songwriting e improvvisazione jazz, tenuti da musicisti e maestri di fama internazionale.

A partire dal 2016, Ilenia è entrata a far parte della Soul Train Orchestra del noto tastierista di Noemi, Michele Papadia, con cui ha condiviso il palco al teatro Eliseo insieme a Fabrizio Bosso e Serena Brancale nel giugno 2018. Si è esibita in vari locali di Roma, come il Piper e il Cotton Club, e in prestigiosi hotel come il resort Borgo di Fiuzzi e il Grand Meliá Hotel.

La sua carriera artistica ha anche visto collaborazioni televisive. Ha partecipato al Festival della Musica Italiana in TV con il gruppo Abba Celebration, oltre ad aprire il concerto di Antonella Ruggero nel Lazio ad Alatri nel 2019. Durante l'estate del 2022, ha intrapreso un tour esclusivo lungo la Costa D'Amalfi, con concerti proposti e finanziati dai comuni di Positano, Ravello, Minori, Praiano e Benevento Città Spettacolo.

Oltre alla sua attività di esibizione, Ilenia ha lavorato come turnista per registrazioni di spot pubblicitari per diverse aziende, tra cui Mediaset, Accademia Artisti, Enrico Coveri – Striscia la Notizia, Amazon Prime e altre.

Come insegnante di canto moderno, Ilenia ha condiviso la sua passione e la sua esperienza presso diverse scuole di musica, tra cui la CDM Casa della Musica, 432 Hz di Trevinano Romano e Key Music, a partire dal gennaio 2017.

Ha anche svolto attività come corista, unendosi al coro Sat & B di Maria Grazia Fontana, insieme a Giorgia, nelle prime due tappe del tour "Dietro le Apparenze" nel 2012, che si sono tenute a Roma e Milano. Ha anche partecipato a rappresentazioni teatrali come "Strimpelli e Vinile" al Teatro Italia di Roma, recitando e cantando nel coro insieme ai protagonisti Attilio Fontana ed Emiliano Reggente.

Ilenia è apparsa su Rai Gulp e Radio Popolare come corista mentre accompagnava la cantante Ilaria Porceddu nella canzone sarda "No potho reposare" durante la presentazione del suo album presso la Feltrinelli di Roma il 28 marzo 2017. La sua voce corale è stata anche presente in due brani eseguiti all'Auditorium Parco della Musica il 21 settembre 2013.

Al momento, Ilenia sta componendo nuova musica e crea nuove canzoni e musiche strumentali per RTI Music, dimostrando la sua versatilità e creatività come artista.

La dedizione, la passione ed il talento hanno portato Ilenia ad avere un impatto significativo sia come esecutrice che come insegnante, e la sua carriera continua a evolversi, lasciando spazio a nuove avventure e successi futuri.

CREDITI

 

Artista: Ilenia Marzano

Arrangiamento – Synth – Tastiere - Chitarra Elettrica: Fabio Codega

Chitarra Acustica ed Elettrica – Basso: Simone Zecca

Archi e Violino: Peter Voronov

Chitarra elettrica solista: Joao Corceiro

mercoledì 8 luglio 2026

 


ILENIA MARZANO

I Am Done Conforming

Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

https://open.spotify.com/intl-it/album/2AUfs2u1fP6mRAFMsKErYT?si=BxhnQK-GStW8W8-v0VLceA

 

Quando un artista debutta con un album in lingua straniera, il rischio è sempre lo stesso: che la lingua scelta sembri un costume invece di una pelle. Non è il caso di I Am Done Conforming. Ilenia Marzano — cantautrice romana, formatasi al Saint Louis College of Music e laureata in Canto Pop nel 2021 — scrive in inglese con la naturalezza di chi ha trovato in quella lingua la forma esatta per ciò che vuole dire. Non c'è artificiosità, non c'è traduzione mentale: c'è scrittura diretta.

L'album, in uscita il 22 giugno 2026 per Creativa Music, è realizzato con la produzione artistica di Fabio Codega, che ha lavorato sulla forma dei brani, sugli arrangiamenti e sull'architettura complessiva di un progetto che non nasce da un'urgenza immediata ma da una lunga gestazione. Anni di appunti, frasi, immagini: la stratificazione è parte integrante del disco. Si sente nella densità dei testi, nella cura degli arrangiamenti, nella coerenza narrativa che attraversa le dieci tracce.

Il disco racconta il cammino dall'adattamento all'autenticità. Non è un percorso trionfale: ci sono ferite, separazioni, stanchezze e domande senza risposta immediata. Take It è il gesto più diretto — un confine stabilito dopo troppi insulti e svalutazioni. "You must have really thought I was your game, a game to play." La protagonista non aspetta di essere capita: agisce. "Take my take my take my breath away from me take it / That's the only thing I'll give you." L'ironia del finale è tagliente e precisa.

Don't Fall in Love costruisce un addio che è quasi una filosofia: non innamorarti di me perché non posso restare. "Run run run away, you're in time so run away." Non è mancanza di sentimento: è rispetto per entrambi. I Can Feel racconta invece il ritardo della comprensione — il momento in cui si capisce la causa di un dolore e quella comprensione, da sola, è già una forma di guarigione. "I've broken something that I'd had / Precious like you'll never know."

Separation è costruita con una tecnica narrativa precisa: le voci si alternano, le prospettive si sovrappongono, la rottura viene vista da entrambi i lati. Il risultato evita il melodramma e produce qualcosa di più raro — una separazione raccontata senza vittime. May Live porta la domanda fondamentale dell'album: "May I live there once again?" E la risposta non è un'affermazione ma un gesto: aprire gli occhi, rimettersi in cammino.

La title track è il manifesto più esplicito: rifiuto della pressione a essere perfetta, diritto a essere ascoltata per ciò che porta "sul tavolo", non per ciò che si vede. "I'm done conforming / You will not ignore me when / You know everything I'm bringing to the table." Babylon allarga la prospettiva alla comunità, usando il mito biblico come specchio per l'incomunicabilità contemporanea. L'intelligenza del brano sta nel rifiuto della fuga: non si tratta di uscire da Babilonia ma di ricostruire un linguaggio comune mentre ci siamo ancora dentro.

No More è costruita sulla soglia: il dolore non verrà più alimentato, ma non viene negato. "Remember the dreamer with all those sweet warm desires / All your kisses were made of moonlight / Fading into the day." Tilting at Windmills porta Don Chisciotte nel presente senza ironia: il guerriero stanco viene guardato con rispetto, non schernito. Blue Drapes chiude il disco con una scena visionaria e un suono che si allontana definitivamente dalla forma pop — progressive rock, paesaggi sonori aperti, saggezza antica. "What you learn along the way is more precious than the destination."

Un debutto raro: adulto, stratificato, fermo. Ilenia Marzano non ha avuto fretta di arrivare, e si sente in ogni nota.

venerdì 12 giugno 2026

 


Bergamo incontra il mondo: Lo Spirito del Pianeta 2026

Per informazioni: www.lospiritodelpianeta.it

Lo Spirito del Pianeta torna nell'estate 2026 con una doppia sede in provincia di Bergamo e un programma ricchissimo di eventi gratuiti dedicati alle culture indigene del mondo.

La prima tappa si tiene a Casirate d'Adda dal 18 giugno al 4 luglio, presso l'area Gerundium in Via dell'Industria. La seconda si svolge dal 30 luglio al 16 agosto ad Albino, in Viale Bachelet. L'ingresso è libero per tutta la durata del festival.

Il programma serale di Casirate prevede ogni giorno la presenza di un gruppo culturale internazionale: gruppo Maya (18 giugno), Bepi & the Prismas dalla Bergamasca (19 giugno), Congo (20 giugno), Madagascar (21 giugno), Nepal (22 giugno), Aztechi (23 giugno), accensione del fuoco sacro (24 giugno), culture del Mesoamerica (25 giugno), Sud Africa (26 giugno), Indiani d'America (27 giugno), Incas (28 giugno), Luna Piena (29 giugno), Notte dei Tamburi (30 giugno), Iran (1 luglio), Irlanda (2 luglio), Saor Patrol Scozia (3 luglio), grande finale (4 luglio).

Tra i protagonisti attesi: Vincent Rain, figura simbolo della cultura nativa americana, e Miss Blackfeet, principessa della sua tribù nel Montana. I monaci tibetani inizieranno sin dal primo giorno la costruzione di un mandala che verrà completato e poi ritualmente distrutto a fine manifestazione.

Il festival include anche: area olistica ampliata, mercato artigianale con 170 espositori, 11 ristoranti etnici, laboratori interattivi, tepee indiani, villaggi tematici e oltre 800 eventi gratuiti complessivi.

Per informazioni: info@lospiritodelpianeta.it — www.lospiritodelpianeta.it

 

RADIO-ACTIVITY PRESENTA

BUDINO HEART

https://open.spotify.com/intl-it/track/3ZR0t0Lf8uP7DDOFarz5c0?si=8da6ef9399d7403c

 

RADIO-ACTIVITY PRESENTA "BUDINO HEART": QUANDO L'AMORE VINCE ANCHE SUL DIVIETO

IL BRANO

Cosa succede quando la persona che ami ti chiede di non scrivere una canzone su di lei? Radio-Activity ha la risposta: la scrivi lo stesso, e viene fuori qualcosa di bellissimo. "Budino Heart" è un brano fresco, dolce e spontaneo, nato da una chat e diventato una piccola celebrazione della gioia quotidiana.

BIOGRAFIA

Nicolò Anguissola d'Altoè, in arte Radio-Activity, è un artista rock milanese e polistrumentista autodidatta che si distingue per la sua originale fusione tra sonorità tradizionali e moderne. Utilizzando principalmente soundpool MAGIX, Radio-Activity crea brani caratterizzati da arrangiamenti ricchi e melodie avvolgenti, riflesso della sua passione per la musica e per l'innovazione tecnologica. Su Bandcamp e Spotify sono inoltre disponibili canzoni realizzate in diversi modi anche tramite AI.

Il suo percorso musicale è segnato da una continua sperimentazione, attraverso la quale esplora temi legati all'introspezione e alla critica sociale mediante testi evocativi. Con una visione creativa distintiva e una passione inesauribile per la musica, Nicolò Anguissola d'Altoè continua a esplorare nuove sonorità, confermandosi come uno dei nomi più interessanti del rock italiano contemporaneo. I brani di Radio-Activity vengono regolarmente trasmessi da radio internazionali, riflettendo la crescente presenza del progetto nella scena musicale indipendente.

Scopri le ultime tracce e le release esclusive su Bandcamp, Spotify o direttamente su CDClick!

Linktree: https://linktr.ee/radioactivitymusic

lunedì 8 giugno 2026

 

L'Arcano Patavino – Transcode


Ascolta il disco: https://music.imusician.pro/a/zIAt2qGC

Transcode è il manifesto sonoro de L'Arcano Patavino, duo che con il debutto D'Amore e di Devozione (2010) aveva già dimostrato di saper camminare su percorsi originali, mescolando dialetto, canti popolari e arrangiamenti elettro-rock. Con Transcode, Matteo Patavino e Donato Arcano compiono un salto ulteriore: dieci canzoni originali che raccontano la storia di Johnny, uomo contemporaneo alla deriva, attraverso un linguaggio musicale multiforme e coraggioso. La danza, con il basso di Ferruccio Spinetti, apre le danze in senso letterale: un groove irresistibile che maschera un'inquietudine profonda. Johnny è distopia pura, elettro post-rock che interroga la memoria collettiva. L'amore sospeso è la pausa onirica, l'arco d'archi che apre lo spazio. Il Corvo è ipnosi trance con un organo Vox nevrotico. Fiori di campo è elegia e trasfigurazione. Canticola è battito cardiaco e stelle notturne. New City è delirio metropolitano con piano trattato. Morgana è intimità perduta e ritrovata. Terlundana è mantra ancestrale elettro-tribal. Soffio è l'epica del ciclo biologico, archi e chitarra elettrica che uniscono avanguardia rock e memoria storica. Ogni brano è un mondo compiuto che si connette agli altri in una narrazione precisa e visionaria. Con Transcode, L'Arcano Patavino firma l'album della maturità.

venerdì 22 maggio 2026


Lo spirito del pianeta

dal 18 giugno al 4 luglio 2026

C/O Gerundium Casirate D’Adda (BG)

 

Ecco il programma completo

https://lospiritodelpianeta.it/sito/wp-content/uploads/2026/05/SDP_Programma-completo_CASIRATE_v2_2026.pdf

 

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LO SPIRITO DEL PIANETA 2026 – INGRESSO LIBERO
Un inno alla positività e al “noi”

Per informazioni: www.lospiritodelpianeta.it

 

Dal 18 giugno al 4 luglio 2026, torna a Casirate d’Adda (BG), presso il Gerundium, il festival internazionale dei popoli indigeni e delle tradizioni del mondo Lo Spirito del Pianeta. Ingresso libero.

Promosso da Ivano Carcano e Simayiai Maasailady, il festival rilancia un messaggio attuale: cambiare prospettiva e riscoprire il valore della comunità. “Non tanti io, ma un grande noi” è il filo conduttore di un evento che da oltre venticinque anni favorisce l’incontro tra culture.

Il programma propone oltre 400 eventi gratuiti tra concerti, danze tradizionali, riti ancestrali, conferenze e laboratori. Protagonisti saranno gruppi e comunità da tutto il mondo: dagli Indios dell’Amazzonia con cerimonie di purificazione, ai Masai con le danze della savana, fino ai Maori che guideranno il pubblico nella potente esperienza collettiva della Haka. Presenti anche gruppi Maya e Aztechi, Indiani d’America, artisti dal Congo e monaci tibetani impegnati nella creazione del Mandala.

Grande spazio all’area olistica ampliata, con pratiche di meditazione, trattamenti energetici, incontri spirituali e percorsi di riequilibrio corpo-mente. Uno spazio pensato per chi desidera rallentare, ritrovare sé stesso e riconnettersi con la propria dimensione interiore.

Completano l’esperienza il mercato artigianale internazionale, i laboratori interattivi e le attività dedicate alle famiglie.

Lo Spirito del Pianeta 2026 si conferma così come un grande evento di incontro, capace di unire culture, spiritualità e partecipazione in un’unica esperienza condivisa.

Per informazioni: www.lospiritodelpianeta.it

 

18 giugno giovedì inaugurazione gruppo Maya

19 giugno venerdì gruppo Bepi & the Prismas (Bergamo Italia)

20 giugno sabato gruppo Congo

21 giugno domenica gruppo Madagascar

22 giugno lunedì gruppo Nepal

23 giugno martedì gruppo Aztechi

24 giugno mercoledì accensione fuoco sacro

25 giugno giovedì gruppo le culture del Mesoamerica

26 giugno venerdì gruppo Sud Africa

27 giugno sabato Indiani d’America

28 giugno domenica gruppo Incas

29 giugno lunedì luna piena

30 giugno martedì La notte dei tamburi

1° luglio mercoledì gruppo Iran

2 luglio giovedì gruppo Irlanda

3 luglio venerdì gruppo Saor Patrol (Scozia)

4 luglio sabato domenica finale

 

-Percorso: (IL RISVEGLIO DEI SENSI)

-Oltre ai gruppi che si presenteranno ogni sera, decine di attività e piccoli concerti ogni giorno (circa 400

eventi), accompagneranno il festival, Conferenze, seminari, laboratori, piccoli spettacoli e molto altro.

-11 Ristoranti da tutto il mondo, 4.000 mq coperti e pavimentati

-70 espositori da tutto il pianeta

-quasi l’80 % dei rifiuti prodotti saranno riciclati

-Villaggio tradizionale presso il fuoco: Aztechi e Maya, Tibet, Tuareg, Qashqai Iran, rievocatori Camuni

tepee indiani d’America, Villaggio dello Spirito con molti artigiani locali, Area olistica

Vi aspettiamo a conoscere un’energia unica, grazie agli indigeni di tutto il mondo, un ambiente naturale unico, ed alle genti di BERGAMO.

150 i volontari che vi riceveranno e vi daranno la possibilità di ascoltare ciò che non ricordavate


 


 

TEMPLE FACTORY

presentano

A MATTER OF FEELINGS

© 2026 La Buca Recording Club  |  ℗ 2026 Temple Factory

Tracklist: Forty Days / Don't Stress Me Out / Rebel / Million Stars / Passenger / Melody for Death / Come Back Home / I Wish My Love Could Grow / Drug Dose / Time Is Over

Streaming: https://open.spotify.com/album/4xzqglORyCBsVrWbQqxPsJ

Dal garage bresciano dove è nato il progetto alla sala di registrazione professionale, il cammino dei Temple Factory si legge chiaramente in "A Matter of Feelings". La band fondata da Roberto Pedrotti nel 2018, insieme agli amici Andrea Zuelli, Renato Montini e Stefano Sina, ha percorso un tragitto di crescita artistica che in questo secondo album trova la sua espressione più compiuta. L'ingresso di Mattia Gobbi come chitarrista e seconda voce ha ampliato la palette sonora della band, permettendo arrangiamenti più elaborati senza perdere la direttezza che caratterizza il loro rock. La scelta di Simone Piccinelli come produttore presso La Buca Recording Club si rivela vincente: il suono ha una tridimensionalità che il precedente lavoro non possedeva. Tra i brani più riusciti si segnalano "Forty Days", con il suo incedere ritmico ipnotico, e "Melody for Death", che affronta il tema della mortalità con una grazia inattesa. L'indie-rock dei Temple Factory guarda a modelli internazionali senza pedissequa imitazione, cercando un proprio spazio in un genere affollato. Il risultato è un album che vale la pena scoprire, per la sincerità del messaggio e la solidità dell'esecuzione musicale.


 

regnodimarga (RDM)
presentano
IMPERO
Etichetta/distribuzione: Mantide Urbana

“Impero” attraversa linguaggi diversi mantenendo una coerenza interna precisa. “Risvegli” introduce un beat hip hop che dialoga con tastiere vintage in loop, mentre la voce si avvicina a una forma quasi rap, senza perdere la dimensione narrativa. In “San Giovanni” il dialetto rafforza la componente ritmica e radicata, trasformando il brano in un punto di equilibrio tra tradizione e contemporaneità. Il disco lavora molto sulla ripetizione, utilizzata non come schema ma come strumento di immersione. Il risultato è un flusso sonoro che agisce per accumulo, costruendo una percezione che si modifica nel tempo. L’ascolto diventa così un attraversamento più che una fruizione.

ASCOLTA IL DISCO E GUARDA IL VISUAL ASSOCIATO
Il disco prende forma in uno stadio di coscienza incarnata che si manifesta solo nell’ascolto continuo della produzione. Suoni, immagini e parole generano esperienza nella relazione. L’ascoltatore abita lo spazio e lo percepisce come il mondo.
https://youtu.be/89vX6jAttco

giovedì 26 marzo 2026

 


BRAM STALKER - B.S. 

 

ASCOLTA IL DISCO IN STREAMING

https://bramstalker.bandcamp.com/album/b-s 

 

BIOGRAFIA

Bram Stalker è un duo nato nel 2018 e formato da Andrea Maceroni (voce e basso, produttore discografico presso Slam Studio Recordings www.slamstudio.it ) e Jacopo De Marco (batteria).

Bram Stalker è power duo che non suona la chitarra, viene dalle montagne e ci resta più che può… lontano dai centri nevralgici della scena.

Il suono è costruito esclusivamente su basso, batteria e voce: essenziale, fisico, diretto.

Bram Stalker  è ansia, rabbia, eccitazione e birra bionda; sei tu in preda alla paura del tuo peggior nemico, che poi alla fine sei sempre tu; è rimorso, ancora rabbia, inadeguatezza e ipocondria, un ansiolitico non preso e una giornata di tachicardia.

Dopo un primo EP, la band torna con “B.S.”, dodici brani selezionati da oltre venticinque scritti negli anni.

In passato il duo ha collaborato con Nick Oliveri (Queens of The Stone Age) e aperto un concerto degli IDLES, consolidando un’attitudine live intensa e diretta. 

 

 

 

L’intervista

 

INTERVISTA – mondo indie

1.            “Fried Frog” è pura energia punk: quanto vi divertite a suonarla?

 

Ci divertiamo a suonare tutti i nostri brani,  anche se alcuni sono un po' più ostici e per farli rendere al meglio è necessario un po' di allenamento. Fried frog fortunatamente è un brano semplice da eseguire, quindi di certo tra i più divertenti.

 

2.            Cosa vi affascina del desert rock?

 

L'immaginario sonoro è senza alcun dubbio affascinante per noi, il connubio tra sonorità devastanti e a tratti estreme, ma con dentro la cazzimma punk, la voglia di divertirsi...è un bel cerchio perfetto.

 

 

3.            “From Two To One” sembra un viaggio nel deserto: è voluto?

 

A dirla tutta no, è un brano nato in una jam con Jacopo (come gli altri del resto). Il testo parla di una seduzione subdola e vicendevole che finisce bene. Il testo è stato suggerito proprio dall'andamento a suo modo sinuoso e ossessivo.

 

4.            Quanto contano tecnica e quanto istinto nel vostro suono?

 

Un po' di tecnica ci vuole per tirar fuori al meglio l'istinto. La tecnica è il mezzo grazie al quale si può dar vita a quello che si ha nella pancia senza farla passare troppo per la testa. Quindi direi un 50/50.

 

 

5.            Il titolo “B.S.” è provocazione o confessione?

 

Confessione, ma anche questa è una stronzata :).

 

6.            Che reazione vi aspettate dal pubblico?

 

Che si diverta ai nostri concerti e ci supporti nella maniera più sana possibile, ovvero su Bandcamp o sui canali diretti e non sulle qualunquiste piattaforme streaming. Che possano passare qualche minuto di fomento o catarsi ascoltandoci. Sarebbe bello.

martedì 10 marzo 2026

 

BRAM STALKER - B.S.

 

ASCOLTA IL DISCO IN STREAMING

https://bramstalker.bandcamp.com/album/b-s


La forza di “B.S.” sta nella sua coerenza. Non c’è un brano fuori posto, non c’è riempitivo. Ogni traccia contribuisce a costruire un mondo sonoro compatto, fatto di basso distorto e batteria implacabile. Il suono è pieno, saturo, privo di silenzi rassicuranti.

“Stoned CEO” gioca con ironia e groove stoner, mentre “From Two To One” affonda nel desert rock più granitico, con una pulsazione potente e continua. “Time To Pay” torna su territori più punk, con linee spezzate e nervose che aumentano la tensione.

L’assenza della chitarra non è una mancanza, ma una dichiarazione. Il duo dimostra come due strumenti possano bastare per creare un impatto devastante. “B.S.” è un disco che suona necessario, urgente, privo di compromessi. Non cerca consenso, cerca verità. E quando la trova, la espone senza filtri.



 


Zondini

“Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante”

Kingem Records

Un album pieno di canzoni da sfogliare

Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante: il nuovo disco di Zondini è un viaggio musicale tra memoria, disincanto e resistenza poetica. Dieci brani che raccontano una fuga dolceamara verso mondi interiori più veri di quelli reali.

Ascolta l’album in streaming

https://zondini.bandcamp.com/album/fantasy-sci-fi-compagnia-cantante

Ascoltare Fantasy, Sci-Fi & Compagnia Cantante è come sfogliare un vecchio quaderno pieno di appunti, sogni, disegni fatti a matita. Non tutto è ordinato, ma tutto è vero.

Zondini torna con un disco che non assomiglia a niente di trendy. È pop, sì, ma anche lo-fi, romantico, politico a modo suo. La produzione è autonoma, ma mai povera: ogni dettaglio è pensato.

Gruppo Sanguigno #404 è il pezzo più diretto: parte quasi funk-punk, ballabile, nervoso, con una rabbia trattenuta che racconta una generazione smarrita. Mondstat, all’opposto, è pura delicatezza: archi cinematografici, voce morbida, atmosfera da film mai girato.

Il concept funziona perché non è rigido. Fantasy e Sci-Fi sono pretesti narrativi, non gabbie. Il disco respira, cambia forma, sorprende.


domenica 8 marzo 2026

ABISSI - Paramagia (Octopus Rising / Argonauta Records] Con Paramagia, gli Abissi tornano con un disco che è un altare sonoro, dove il peso del rock si intreccia a visioni liquide, tensioni occulte e melodie che tagliano come vetro. Le chitarre non si limitano a colpire —ipnotizzano. Paramagia nasce a Milano e suona come l’idea che la band ha del rock pesante, rituale, vivo. STREAMING https://open.spotify.com/intl-it/album/60yzPnD4MaNF0Gd6cRKoSi?si=uOtDzzK6QFG96X2mhVGMaQ STREAMING https://abissimusic.bandcamp.com/album/paramagia-2 L’INTERVISTA 1. Tre brani strumentali in un disco così denso non sono una scelta scontata: perché era necessario inserirli? Non saprei con esattezza, ci sembrava che la voce non c’entrasse molto su quei pezzi e abbiamo deciso di tenerli strumentali. 2. Grabovoi, Sequenze e 3424 sono nati come brani senza voce o l’avete tolta in un secondo momento? Sono nati senza voce 3. Sequenze richiama un immaginario post-rock e sperimentale: è un territorio che volete esplorare ancora? Sì penso di sì, fa parte della nostra sensibilità quel tipo di musica 4. Pensate che i brani strumentali siano il cuore più “puro” degli Abissi? No, sono brani come gli altri. 5. Dal vivo questi pezzi cambiano rispetto alla versione in studio? No, sono identici BIO Abissi nasce nel 2018 dall'incontro tra Francesco Menghi (già frontman dei Veracrash), Luca Ibba (ex batterista degli ODE) e Agostino Marino (già chitarrista dei Little Pig), successivamente si aggiunge Alessandro Stranieri al basso, che proviene da esperienze più goth e wave. Il quartetto ha base a Milano, cornice ideale per una proposta musicale che si muove tra heavy rock psichedelico cantato in italiano e un'ampia gamma di influenze: dallo stoner rock passando per doom, new wave, alternative, noise etc… Nel dicembre 2020 pubblicano il singolo "Interzona", accompagnato da un videoclip. Il debutto discografico arriva il 25 settembre 2022 con l’acclamato "Oltre". Il nuovo lavoro in studio, "Paramagia", è previsto per Gennaio 2026, anticipato da due singoli, il primo dei quali "Pizzo" uscirà il 17 settembre 2025 e il secondo “Madama Cristina”; l’8 Novembre 2025. Entrambi i singoli sono accompagnati da videoclip.

lunedì 23 febbraio 2026

NANCO PRESENTA "IVA E' PARTITA"... Da un lato, IVA è una donna reale.... Dall’altro, IVA è la partita IVA stessa, simbolo della condizione economica, del peso fiscale e della solitudine del lavoro autonomo Artista: Nanco “Iva è partita” https://www.youtube.com/watch?v=o7nNhBXnJeI Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. INTRO AL BRANO “Iva è partita” costruisce il proprio racconto su un doppio significato che attraversa l’intera canzone e trova nel videoclip la sua forma visiva. Da un lato, IVA è una donna reale: una presenza affettiva, fragile e conflittuale, legata sentimentalmente a un giovane imprenditore. Dall’altro, IVA è la partita IVA stessa, simbolo della condizione economica, del peso fiscale e della solitudine del lavoro autonomo. Il titolo diventa così una frattura di senso: “Iva è partita” è insieme l’abbandono della donna amata e il logoramento silenzioso di una vita imprenditoriale schiacciata dalle responsabilità. Amore e sistema economico si sovrappongono fino a diventare indistinguibili.… Testo Io ti seguivo, a tratti veloci su tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non c’era niente di vero, non era vero niente. Mi ravvedevo e per poco abboccavo, ipotizzavo, se pure fosse, quanto ti piace parlarmi di promesse. Avvisi atroci a forma di croci, condoni feroci di tutti gli ammanchi. E mi perdevo a tutti gli incroci, tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non era vero niente. Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. Poi m’è sembrato — ed io non ti pago, correggimi pure se sbaglio — hai preso i sogni dal cassetto e li hai messi nel bagaglio. E mi perdevo a tutti gli incroci, tutte quelle voci, tutte quelle bugie. Non era vero niente. C’è lo studio di settore che quantifica l’amore, nonostante il ragioniere, nonostante il tuo dottore. Iva è partita, è partita Iva, mi ha preso tutto, la speranza e la vita. BIOGRAFIA Nino Di Crescenzo, in arte Nanco, nasce a Teramo il 15 marzo 1975. Dopo l’esordio nel 1994 al Festival di Castrocaro, interrompe il percorso musicale per poi riprenderlo nel 2013 adottando lo pseudonimo Nanco e scrivendo il brano Amsterdam, finalista al Cantagiro 2014 e vincitore del Premio Speciale della Giuria per l’originalità del testo al Premio Alex Baroni 2015. Nel 2016 pubblica il primo album, Acerrimo, con la partecipazione di Goran Kuzminac in due brani. Il disco viene candidato tra le dieci migliori opere prime al Premio Tenco 2016, mentre il brano omonimo entra nei titoli di coda del film Timballo, con Maria Grazia Cucinotta e Ivan Franek. Nello stesso anno Carolina e la pioggia è semifinalista al Premio Pierangelo Bertoli. Nel 2017 esegue Ti invito in Abruzzo su Rete4 nel format Pianeta Moda e raggiunge la finale del Premio De André, condividendo negli anni il palco con artisti e personalità della scena nazionale e aprendo concerti di Francesco De Gregori, Filippo Graziani e altri protagonisti della musica italiana. Nel 2019 pubblica il singolo Dentro, prodotto con Giorgio Ciccarelli (Afterhours, CSI), seguito nel 2020 da Marsinell, dedicato all’emigrazione abruzzese in Belgio, con arrangiamenti del maestro Enrico Melozzi. Dalle successive collaborazioni con Melozzi e Paolo Giovenchi nascono nuovi brani ancora inediti. Con “IVA è partita”, Nanco inaugura una nuova fase del proprio percorso: un ritorno al cantautorato che unisce dimensione intima e racconto sociale, dando voce alle fragilità e alle contraddizioni del presente.

lunedì 8 dicembre 2025

 

Emidio de Berardinis

presenta

VIA IGNIS...

https://open.spotify.com/intl-it/album/2z2jf1h7hZLQkrfMTNQPNe?si=KwqWYQ6cRNuauQai0eNOew

 

Via Ignis, il nuovo lavoro autoprodotto da Emidio De Bernardinis, non è un disco: è una fenditura. Un varco aperto in quello spazio interiore che siamo abituati a ignorare mentre scorriamo distrattamente lo schermo di uno smartphone. Dodici canti costruiti come altrettante stazioni di un percorso iniziatico, in cui l’ascoltatore non è invitato a “godere” della musica, ma a misurarsi con essa.

Il concept affonda le radici nell’immaginario simbolico degli Arcani Maggiori, in particolare nella figura dell’Appeso, archetipo del ribaltamento dello sguardo. De Bernardinis assume quella postura sospesa e la traduce in brani che rifiutano ogni tentazione di compiacimento: niente slogan motivazionali, nessun ritornello consolatorio, ma una scrittura che alterna ferocia e tenerezza, visioni mistiche e fenditure psicologiche.

La voce si fa deserto, talvolta abisso, talvolta preghiera. Le parole sono affilate, ma capaci di aprire spiragli luminosi in chi accetta di lasciarsi “fermare” da queste tracce che non accompagnano: deviano, disturbano, spogliano. È un album che predilige il fuoco alla forma, l’urgenza alla levigatezza, e proprio per questo colpisce come un rito di passaggio.

Via Ignis è un invito alla disobbedienza interiore: una chiamata a spegnere l’automatismo del quotidiano per riaccendere il centro della coscienza. Ne si esce scossi, forse stanchi, ma più lucidi. Un disco che non cerca consenso, ma risveglio. Da attraversare con cautela, magari in ginocchio — ma con la promessa di rialzarsi diversi.

 

Ciao Emidio, inizio subito con una domanda “calda”: cos’è cambiato dalla tua ultima pubblicazione?

 

Ciao e grazie per il vostro interessamento e per questa intervista!

Allora, cos’è cambiato? Bhé … direi … il mio centro: un tempo cercavo di raggiungere qualcosa, oggi cerco di fluire nell’esistenza sfruttando al massimo l’opportunità di crescere ed evolvere.

Negli ultimi anni di silenzio si è aperto in me un varco: uno spazio nuovo, più quieto, dove la musica non è più conquista ma rivelazione.
Sono cambiate le priorità, le forme e soprattutto la mia capacità di ascoltare: ho capito che ogni opera nasce dal grado di presenza che riesci a raggiungere e più scendi in profondità, più ciò che porti alla luce è autentico.

E forse è cambiata anche la volontà di essere vero, più che famoso o performante … spudoratamente vero!

 

Com’è nata l’idea di proseguire il cammino musicale da solo? E com’è arrivata Via Ignis?

La solitudine, a volte, non è una scelta: è un richiamo a cui non si può rimanere sordi! Ho avvertito fortemente la necessità di togliere le interferenze, i compromessi e i giochi di equilibrio: dovevo attraversare un deserto, che è il luogo dove ogni artista incontra la propria voce più autentica.
“Via Ignis” è arrivata lì, come un bagliore … una scintilla che non potevo ignorare: ho percepito un fuoco che non bruciava per ferirmi, ma per purificare. Mi è stata offerta la possibilità di liberarmi dai programmi interiori, dalle trappole emotive, dalle identificazioni meccaniche … e da quel momento ho capito con estrema chiarezza, che il percorso sarebbe stato solitario, ma necessario.

 

Il primo singolo del disco è “Gli Occhi di Mio Padre”. C’è qualcosa che vorresti sottolineare in particolare con questo brano?

 

Assolutamente si: la profondità dello sguardo come luogo sacro.

In quella canzone gli occhi diventano un vero e proprio universo: deserti, abissi, mari in tempesta. Sono immagini che non descrivono il mondo esterno, ma il paesaggio dell’anima. C’è una frase che considero centrale in questo brano: “La profondità di uno sguardo svela l’età della coscienza.”
Per me significa che in certi occhi si può leggere la presenza o meno della vita interiore: non tanto quella biologica, quanto più quella più misteriosa, invisibile ... e vera!

Credo che in quest’epoca così tristemente frettolosa e superficiale, sia importantissimo riconquistare il senso della profondità anche nel semplice atto del “guadare”: se stessi, gli altri, le proprie strutture … il mondo esteriore. Quel tipo di sguardo, a volte, racchiude in sé il senso di molti passi compiuti o ancora da compiere, e merita veramente di essere esplorato!

 

Quali sono i programmi per il prossimo futuro?

 

Continuare a camminare.

Ci saranno concerti, certo, e nuove produzioni che stanno già emergendo come misteriose e sorprendenti “presenze sottili”. Ma più di tutto vorrei portare “Via Ignis” nei luoghi dove può incontrare ascoltatori pronti a risuonare con le profondità e con il fuoco che la contraddistinguono. Sto lavorando sulla possibilità di offrire progetti più intimi, rituali, che sappiano unire suono, immagine, meditazione e garantire esperienze sonore oltre che coscienziali più vibranti ed efficaci!
E poi ci sono altri brani, nuove opere creative che stanno chiedendo di nascere e trovare nel futuro ulteriori sentieri da illuminare, passo dopo passo …

 

Grazie, se vuoi aggiungere qualcosa, ti lascio il prossimo spazio.

 

Grazie a voi!

Approfitto di questo spazio per rendere noto che “Via Ignis” sarà disponibile anche fisicamente: un cd accompagnato da un booklet in cui è descritta la storia di questa creazione non solo con le parole ma anche attraverso opere pittoriche e simboli di mia creazione che rendono energeticamente più forte e vibrante il messaggio che vorrei trasferire al pubblico.